Working class season. L’anno di chi non molla mai

Questa è la stagione per chi ama le favole sportive. C’è però qualcosa di diverso quest’anno. Il club degli underdog di successo è più che mai frequentato. Qualcosa nel calcio sta cambiando.

Le sorprese nello sport sono diffuse. I ribaltoni hanno sempre suscitato grande partecipazione da parte degli appassionati e del pubblico in generale. Ci emozionano, entusiasmano e spingono a tifare.

Per loro natura, però, sono il fuoco di un momento. Quando si ripetono con regolarità diventano invece qualcosa di più, qualcosa di diverso. Questo, allora, non è forse un anno di sorprese, ma appunta qualcosa di più.

Tutte le squadre capaci di fare molto meglio rispetto a quanto ci si aspettasse da loro, hanno infatti lo stesso profilo, le stesse caratteristiche. Leicester, Galles e Islanda hanno proprio la stessa “faccia”. La storia di Hal Robson Kanu, Bomber gallese, è perfino più pazzesca di quella dell’idolo dei Foxes Jamie Vardy.

La spontaneità “ignorante” del ballerino Ledley, ricopia la partecipazione del popolo islandese. Tutti i calciatori di Leicester, Galles e Islanda hanno lo stesso identico atteggiamento nei confronti del gioco. Fino a quando la palla rotola il coltello è tra i denti. Al fischio finale nessuna frustrazione o scoria di sorta, solo gioia e voglia di celebrare.

Queste sono le squadre della “Working class” che stanno rubando la scena a tutti gli altri. I campioni moderni sembrano soffrire la pressione più che mai. Pensiamo alla clamorosa decisione di abbandonare la Nazionale di Messi a soli 29 anni.

Le squadre “operaie” non ragionano così. Quando sul campo sai di aver lasciato tutto, non ti resta che gettarti nel ghiaccio per lenire le ferite, e correre dritto al pub per riconciliarti con il mondo. Le squadre operaie, umili e votate al sacrificio, sono sempre esistite. Ora però, sembrano aver trovato con regolarità il modo di beffare le corazzate zeppe di campioni, incomprensioni e paranoie.

L’abbiamo capito anche noi con gli Azzurri di Conte. Se ti manca qualcosa nei piedi, trova il coraggio di metterlo nei muscoli, soprattutto il cuore. Gareth Bale, uomo copertina nel patinatissimo Real Madrid, sta ritrovando in questa avventura la ruspante identità del calcio britannico. Botte, corsa e voglia di arrivar prima degli altri sul pallone.

Non sono più sorprese, ma modelli. Il Leicester ha trovato il suo paradiso. Galles e Islanda, tra tifosi in visibilio e un’energia inesauribile, possono ancora sognare.

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy