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LA PARTITA IN PISCINA

Avete 16 o 32 anni? Lì da voi è una giornata da 45 gradi all’ombra con il 98% di umidità? Avete la morosa o siete in piscina col solito gruppo di sole salsicce,...

Avete 16 o 32 anni? Lì da voi è una giornata da 45 gradi all’ombra con il 98% di umidità? Avete la morosa o siete in piscina col solito gruppo di sole salsicce, tanta ignoranza e un solo pallone? Non so come viviate voi il “momento piscina”, ma per noi bomber indipendentemente dall’età, dal clima e dallo stato coniugale avrete un solo modo di comportarvi.

Appena varchiamo l’entrata dove campeggia il cartello NO CALCIO, con i soliti burloni che sotto ci aggiungono “bene allora ci droghiamo”, il mio amico tira fuori dallo zaino un pallone. Quelli da volley, bianchi, leggeri, semi-sgonfi, perfetti per tirare cannonate senza alcun motivo e disturbare la quiete pubblica.

Premesso che abolirei le piscine che vietano i giochi d’acqua col pallone e non mi permettono di inseguire il terzo mondiale consecutivo di “Schiaccia 7”, la soluzione è presto trovata: palleggiamo senza farla cadere? Sono le 14 o le 14 e 30? Vuoi fare un bagno, sei in piscina perché ti vuoi rilassare e prendere il sole (peraltro vi sfido a farlo a secco per più di 120 secondi consecutivi)? Hai sbagliato compagnia e no, non sei un bomber.

Ormai sono anni che ci convivo. Alla soglia dei 30 anni so benissimo che la giornata in piscina è il momento di maggior svago possibile. Altro che relax e sole…

Partitelle 3 vs 3, volo (21, 11…in ogni zona di Italia il nome cambia), palleggi di testa, beach volley, calcio tennis etc etc. L’importante è non stare MAI fermi. Accolta l’obiezione birra, acqua, coca e/o gelato quando si è disidratati sull’orlo di una crisi respiratoria e si cominciano a vedere i draghi blu per il caldo preso e il sudore inutilmente versato. Pausa che non può durare oltre la mezzora.

Ebbene l’altro giorno andiamo in piscina 3 amici. Morose a casa o inesistenti per qualcuno, ci sbattiamo in fondo, facciamo giusto in tempo a posare gli asciugamani e subito notiamo dietro di noi una partita di ragazzini dai 12 e i 16 anni al massimo. Quelle partite sono la kryptonite per il mio amico. Allenatore di ragazzi che hanno più o meno quell’età, col suo fare molto amichevole si inserisce nel gruppo di ragazzi e propone una partita con noi 3 in aggiunta.

Solitamente nella squadra giochiamo noi 3 e un paio di prestiti (se non conosciamo i ragazzini in questione e ovviamente non ci fidiamo delle loro proposte, osserviamo prima di iniziare un paio di azioni. Notiamo subito chi è fisicamente e mentalmente adatto a giocare per noi).

E così succede. Spesso ci fanno giocare in minoranza perché “siete grandi e tirate forte”. Non sanno che però il mio stato di forma è pari a quello dell’Imperatore Adriano oggi e che la freccia in queste partite sotto il sole a 38° è sempre perennemente blu.

Così ‘sti ragazzini corrono, li vedi spuntare ovunque, alcuni giocano anche in squadre importanti (c’è sempre il classico che ha fatto il provino all’Inter o gioca ancora nel Piacenza). C’è chi prova il numero e ti salta pure. La prima volta… Giocano duro perché ci vedono più grossi (può essere anche un errore di vocale nel mio caso) e non mollano un centimetro. Così la classica partita pre-bagno, quella che tradizionalmente finisce ai 10, ci vede sotto 9-5. Ci rode vero ma non così tanto. Non abbiamo tutta ‘sta voglia di fare la partita della vita. Almeno fino a quel momento…

Ad un certo punto sentiamo il ragazzino più piccolo della compagnia, tra i 10 e 12 anni, proferire una frase provocatoria. Non intenzionale, ma parecchio superficiale. “Dai ragazzi facciamo questo gol e andiamo a fare il bagno”. Ahia.

Il mio amico che è tipo che si incazza a perdere anche a briscola coi vecchi del paese, mi fa un cenno di intesa e come a me all’altro mio amico. Si comincia a correre seriamente, lo faccio pure io. Pressing asfissiante a partire dalla loro battuta dal fondo. Malizia, esperienza (appoggi al muretto validi), fisico e un po’ di voglia in più ci fanno svoltare. Segno persino di testa da calcio d’angolo: 6-9 7-9 8-9 9-9… E gol finale del mio amico girato di spalle alla porta avversaria di tacco.

Ora quel ragazzino il bagno può pure farselo. E con lui anche noi. Tutti stanchi e sudati ma felici come bambini della stessa età. Un consiglio alle nuove generazioni: ai miei tempi una frase del genere mi faceva tornare a casa con un paio di malrovesci e la coda tra le gambe. Oggi non è così e meno male. Ma mai stuzzicare un bomber malato di pallone, soprattutto quelli che il pallone se lo portano in piscina con 40 gradi all’ombra…  
 

Admin Riccardo

 

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