Girare gli stadi d’ Europa – istruzioni per l’uso

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Domenica 20 novembre 2016: il Derby Milan Inter

Sveglia ore 4:30, aereo ore 7 da Colonia, arrivo a Milano per le 10 e già si percepisce nell’aria l’atmosfera del Derby, tifosi del Milan e dell’Inter che indossavano i loro colori, contornati da caldarroste e i tradizionali artisti di strada; insomma un’atmosfera festosa. Appena arrivato mi sono diretto al Megastore del Milan a comprare come da tradizione la sciarpa.  Era un po’ scomodo girare per il Duomo visto che avevo la valigia appresso e non ero ancora andato in albergo, quindi molta gente mi ha chiesto da dove venivo, e un paio di tifosi dell’Inter subito dissero “hai fatto tutti questi chilometri solo per veder perdere il Milan? “, quindi tra uno sfottò e una chiacchiera passò la mattinata.

Dopo essere arrivato in albergo e avere riposato, lascio alle spalle le tante ore di viaggio incontro un caro amico interista, con il quale mi incammino verso lo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro.

Non poteva mancare anche a Milano il mio solito Pre-partita fuori dallo stadio. Dopodiché ci separiamo, lui va nella Curva Nord, io Curva Sud. Nello stadio un clima tranquillo, avevo il posto nel Primo Anello Blu, quindi vedevo molto da vicino il campo.

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Durante il riscaldamento i giocatori si preparavano sotto la nostra curva,  e non appena vidi Gigio Donnarumma subito mi feci riconoscere, mi affacciai sulle ringhiere del Primo Anello e urlai in napoletano “vai Gigio, pensaci tu! “. Finita la fase di riscaldamento ognuno va al proprio posto e su ogni seggiolino c’era attaccato un foglio con le istruzioni per la coreografia della curva. Poco dopo scesero i Capi-Ultras che invitavano tutti a sedersi, anche con modi più bruschi visto che la gente perdeva tempo ai bar.

All’ingresso delle squadre in campo parte la coreografia: questo grande panno rosso che scendeva piano dal secondo anello e viene attaccato alle ringhiere del primo, quindi non vedevo il campo e ovviamente non sapevo di cosa si trattava la coreografia.

Cominciò la partita e pian piano levarono questo grande panno. L’Inter attacca verso la nostra curva, noi soffrivamo i loro attacchi e c’era clima di frustrazione nella nostra curva, ce n’era uno in particolare che urlava quasi sempre, con chiaro accento milanese.

Poi la svolta: al 40° il Milan è andato in vantaggio con gol di Suso con un tiro a giro nell ’angolino sinistro. Noi andammo ad esultare vicino alle ringhiere. Inizio il secondo tempo, pareggia l’Inter con gran gol di Candreva, ma dopo pochi minuti il Milan tornò in vantaggio con gol sempre di Suso sotto la nostra curva e io balzai dal sediolino subito verso le ringhiere ad esultare. Ricominciammo a soffrire dopo il vantaggio, la curva cantava, noi non vedevamo l’ora che finisse la partita e puntualmente guardavamo i maxi schermi per vedere quanto mancava alla fine.

Verso il 90° ci avvicinammo alle ringhiere per prepararci al fischio finale, al 93° calcio d’angolo per l’Inter, noi sperammo di non subire gol, ma L’Inter pareggiò, volarono bestemmie a non finire e io, dalla rabbia, calciai un bicchiere di plastica vuoto con tutta la forza che avevo. Finisce la partita e come se non bastasse venne a piovere, arrivai in albergo bagnato fradicio.

Peccato per il pareggio, ma il fascino del Giuseppe Meazza nel derby non ha eguali!

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