Mancini: “Io e Vialli, litigi e cazzeggio”

Attualmente è senza impiego ma l’ultima stagione di Roberto Mancini non è stata esaltante: il tecnico jesino era tornato all’Inter per poter puntare a qualcosa di importante, salvo poi non riuscire a centrare la Champions League a fine stagione e addirittura andarsene per contrasti con la nuova proprietà. In un’intervista rilasciata alla radio ufficiale di Tuttomercatoweb, l’allenatore ed ex giocatore di Lazio e Sampdoria ha potuto raccontare qualcosa a riguardo e, più in generale, sulle sue esperienze accumulate fino ad ora.

Innanzitutto, Mancini afferma di sapere benissimo chi sono i calciatori più forti mai allenati: “A livello mentale Simeone ma è difficile scegliere uno tra lui, Veron, Yaya Touré e David Silva”. Poi, su un eventuale ritorno all’Inter, Mancini è molto chiaro: “Domanda di riserva? Scherzi a parte, per adesso mi sembra molto difficile: dovrebbero cambiare molte cose. Per costruire squadre ci vuole tempo, con errori e momenti di difficoltà. Nonostante i risultati negativi non gli manca molto per farla diventare da titolo”. Ovviamente la squadra da battere resta ancora la Juventus: “L’anno prossimo può succedere di tutto ma per mentalità sicuramente la Juventus è ancora superiore”.

Mancini

L’allenatore racconta un divertente aneddoto riguardante il rapporto con Gianluca Vialli, suo ex compagno ai tempi della Sampdoria: “Una volta abbiamo litigato e non ci siamo parlati per una settimana. Per una cazzata poi,  una cosa in campo, perché io gli ho chiamato la palla e ci siamo chiamati di cognome. Poi abbiamo giocato una partita, gli ho tirato sulla testa e la palla è andata in porta. Quindi abbiamo fatto pace subito. Siamo stati fortunati a trovarci nella stessa squadra: era un gruppo di giovani e cazzeggiavamo“.

In chiusura, un parere su Balotelli: “E’ un bravissimo ragazzo, un po’ troppo istintivo. Quando ha iniziato doveva essere all’altezza di Ronaldo. Ora può fare ancora qualcosina”.

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