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Ivanka Trump e San Giorgione da Carrara

Capita che durante una delle visite più curiose di un Presidente americano a Roma, chiedete a Papa Francesco, trovi spazio anche l’esaltazione del Bomberismo.

Al fianco del “Presidente arancione” Trump, si muove sempre come un’ombra la figlia Ivanka (gran topa per altro). Così, dopo le foto volute da Donald che rendevano pazzo di gioia il Santo Padre, la bella erede si è goduta la città e le sue bellezze.

E tra le millenarie meraviglie della Roma eterna emergono prepotenti le specialità culinarie, soprattutto se proposte a chi mangia montone o schifezze 365 giorni l’anno. Proprio un ristorante, “da Sabatino” a Sant’Ignazio, diventa dunque teatro dell’esaltazione, seppur involontaria, di quello che è forse il padre di tutti i Bombers italiani.

Negli anni 70 era noto per la sua strapotenza fisica, per la vita scanzonata, e per la passione per le armi da fuoco. Lui è “Long John” Chinaglia, e chi se lo ricorda potrebbe davvero associarlo a chiunque, ma non certo a un santo. Era un gigante buono il leggendario Giorgione ma, al di fuori degli innamorati laziali, nessuno avrebbe mai proposto per lui la beatitudine.

La pensa diversamente la bella Ivanka, che vedendo una foto del Bomber sulla parete del locale, chiede convinta: “Che santo è?”

Complice sarà stata la postura di Giorgione, a braccia aperte e con lo sguardo al cielo, oppure la vicina immagine di Padre Pio, posta appena al di sotto dello scatto dell’ariete biancoceleste.

Luigina, la titolare, spiega subito come si tratti di un grande campione della Lazio, e non di un santo, ma il divertente equivoco resta. E poi, diciamocelo, per tanti biancocelesti di una certa età, o per i più giovani cresciuti a pane e storie su quell’irripetibile ciurma guidata da Maestrelli, Giorgione è stato forse più che un santo. Un vero e proprio Dio pagano, piuttosto, in vestito e basettoni. Con il corpo e il carattere spigolosi, il sorriso generoso e quell’inglese perfetto maturato nell’adolescenza gallese.

Puoi stare quindi tranquilla, cara Ivanka. Non hai fatto una gaffe, come quelle ai limiti della decenza di tuo padre Donald. Semplicemente sei una nuova “aquilotta” honoris causa, con il mito del leggendario “Long John”.

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