Lettera di Gianluigi a Gigio

Caro Gigio
Chi se l’aspettava che sarebbe andata a finire così. A svernare prestissimo in un club di seconda fascia. Non era proprio quello a cui ambivi. Non mi interessa di ciò che dice la gente: a prescindere, non lo meritavi. E dire che avevi toccato il cielo con un dito, giocando titolare a 16 anni per un club glorioso e imparando i segreti del mestiere da un titano come Buffon. Avevi tutto nelle tue mani e l’ha buttato via. E ripeto, non te lo meritavi. Perché sei sempre stato libero di fare la tua scelta. Però è anche vero che forse, almeno un pochino, te la sei proprio andata a cercare.

Decidendo di andare via dal Milan hai praticamente detto addio al diritto di sbagliare, di essere compreso, di venir coccolato nonostante eventuali errori o incertezze. Potevi diventare una bandiera in un calcio che ormai si è lasciato indietro sentimentalismi di ogni sorta. Potevi essere un Dio vestito da Diavolo rossonero. Invece hai scelto di essere uno dei tanti, in Europa e in Italia. E come ti eri costruito precedentemente, sei poi andato incontro a una fatale decostruzione. L’ambiente che non va più bene, le critiche della stampa al primo errore, la fiducia che viene sempre meno. Dei tifosi sì calorosi ma che non cantano più il tuo nome, non pubblicano striscioni. Sei una goccia d’acqua nell’immensità del tutto, quando prima eri oceano. Certo, hai vinto qualcosa. Da titolare, ma non da vero protagonista. Il palcoscenico lo hanno preso gli altri. Tu sei stato ridimensionato, forse per ripicca ma anche per merito reale. Non sei più quel Donnarumma giovane, talentuoso e innocente. Non lo sarai di nuovo.

Gigio Gianluigi Donnarumma

Mino ti ha fatto guadagnare tanti soldi. Ma l’amore della gente lo hai perso così come lo avevi guadagnato: senz’appello, in maniera roboante, senza nessuna possibilità di replica. Adesso sei qui, con addosso gli anni dell’esperienza e qualche riconoscimento collaterale. Poteva andare tutto diversamente. Potevi avere più libertà, dovevi commettere più errori ma avresti dovuto farlo con il candore di chi bacia la maglia per amore vero. Ora non ti resta altro che pensare ai tempi in cui eri davvero il prescelto. Tempi che ormai non esistono più, svaniti come polvere nel vento. Volevi essere una bandiera, un punto di riferimento, un leader. Ma ora sei soltanto un puntino nero in mezzo all’inchiostro.

Non lo meritavi, Gigio. Ma forse anche gli altri non meritavano quello che tu gli hai fatto. La più grande bugia sui soldi è che non fanno la felicità. Ma probabilmente, nel tuo caso, questo cliché potrebbe essere vero. Ti auguro di essere forte, di vivere bene, di avere la coscienza pulita. Soprattutto, ti auguro di prendere sempre le giuste decisioni. Perché per una sbagliata ti sei rovinato la carriera, non dimenticarlo mai. 
Ti abbraccio, sii forte.

Gianluigi

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