Diario dalla Russia: stadi nuovi e belle ragazze, ora manchiamo noi

Мы были в России, чтобы посмотреть на сценах мира в следующем году.

Brutta sensazione è? Volevamo farvi provare per un attimo quello che abbiamo vissuto noi durante la nostra incredibile esperienza in Russia per la Confederations Cup. Siamo stati una settimana nella casa di Putin e delle matrioske e siamo tornati con una massima inequivocabile: in Russia non sapere l’inglese non è importante, è l’unica cosa che conta. Parlarlo fa lo stesso effetto di portare il casco a Scampia per intenderci. “Sorry, do you speak Eng….”, neanche ti fanno finire la frase, un cenno secco con la testa e via dall’altra parte. Lo strano sei tu che non conosci il cirillico, tu hai bisogno di loro, non loro di te. Nella patria mondiale della figa, l’ostacolo sinceramente non è stato da poco. Ma il vero bomber sa trasformare un problema in un punto a suo favore. Al rientro, la scusa della lingua diversa è stata perfetta per giustificare gli innumerevoli pali presi in soli sette giorni. Più o meno gli stessi colpiti da Ilicic lo scorso anno in Serie A.

La valigia è molto più pesante rispetto a quando siamo partiti e la seconda certezza è che la Russia è pronta ad ospitare la più grande manifestazione calcistica al mondo. Il prossimo anno Putin ospiterà i Mondiali e tutti i fari saranno puntati su di lui. Quale miglior occasione per dimostrare la sua forza? Noi abbiamo visitato Mosca e Sochi e siamo pronti a scommettere la casa (tanto c’è il mutuo fino al 2073) che la Russia non si farà trovare impreparata. La stupenda Mosca in questo periodo è un cantiere a cielo aperto, migliaia di operai a lavoro giorno e notte per rendere più efficienti mezzi pubblici e strade, traffico in tilt ma tutto finalizzato a rendere ancora più bella e funzionale la capitale. Abbiamo avuto l’onore di visitare lo stupendo stadio Luzhniki, teatro della finale del prossimo Mondiale e lo stesso che vide lo United alzare in faccia al Chelsea la finale di Champions del 2008. Con i suoi 81mila posti, è l’ottavo stadio più capiente al mondo. Hanno preferito non utilizzarlo per la Confederations Cup, ma vi garantiamo che è praticamente terminato ed è bellissimo.

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Putin del resto ha già dimostrato di saper sfruttare in maniera intelligente una grande manifestazione sportiva. Nel 2014 le Olimpiadi Invernali si sono tenute propria in Russia, a Sochi. Siamo stati anche lì e l’abbiamo ignorantemente definita la Las Vegas dell’est. Non per i casinò e gli hotel a 7 stelle, ma perché esattamente come il paradiso della trasgressione del Nevada, anche Sochi sembra stata creata nel bel mezzo del nulla. Il villaggio olimpico è una cartolina da spedire dritta a chi critica la Russia per l’organizzazione della Confederations Cup. Lo stadio olimpico Fišt, dove abbiamo visto Germania-Cameroon, è un esempio impeccabile di modernità e funzionalità. Sorge nel bel mezzo della struttura nata durante le Olimpiadi Invernali del 2014 e ha accolto le cerimonie di apertura e chiusura dei XXII Giochi Olimpici. Dalle tribune dell’olimpico Fišt si possono scorgere le incantevoli curve del circuito di Sochi, sì proprio quello che quest’anno ha visto trionfare Bottas davanti alla doppietta Ferrari Vettel-Raikkonen. Insomma lo scenario è da brividi e Sochi con i suoi contrasti, dal mare alle splendide montagne del Caucaso, tiene in ostaggio gli occhi rapiti dei visitatori.

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L’attentato alla metrò di San Pietroburgo (da visitare assolutamente. Anche la metrò di Mosca), ha fatto scattare misure di sicurezze difficili anche solo da pensare fino a pochi mesi fa. Qualsiasi struttura, pubblica o privata, dagli aeroporti, passando per piccoli pub o grandi centri commerciali, sono dotati di metal detector e metodi di controllo piuttosto invasivi. Nessuna ipocrisia, questa è l’unica strada per combattere concretamente il terrorismo.

La Confederations Cup ci ha ricordato il torneo parrocchiale di San Gervaso, ma vedere da vicino le strutture e l’atmosfera che aspettano centinaia di italiani il prossimo anno, è stato un vero onore.

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Ah, portatevi sempre due sughi della nonna sottovuoto. In Russia rischiate di rimpiangere il Bufalino sfornato la mattina e mangiato alle 2 di notte in Autogrill.

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