Ma che ne sanno i 2000 di Gasperini

Se c’è una società capace di scoprire, lanciare e far affermare dei giovani questa è l’Atalanta, che come se non bastasse la sua rinomata e fertile produzione di talenti (dai Montolivo & Pazzini ai Bonaventura e Zaza), due anni fa ha affidato la sua panchina all’uomo che meglio sa far lavorare i ragazzi: Giampiero Gasperini. Dal suo avvento a Bergamo, l’Atalanta è diventata quella squadra che qualche anno fa riconoscevamo solo nell’Udinese: una società modello, con un impianto solido e con dei giovani che ogni anno spuntano dal nulla e si rivelano dei veri craque. (Ad onor del vero ci sono parecchie differenze che meriterebbero un post a parte, tra cui il fatto che il lavoro dell’Udinese era (ed è) molto più rivolto allo scouting estero, mentre l’Atalanta alleva a Zingonia i suoi prodotti che l’occhio vigile del Gasp di tanto in tanto recluta).
Solo un anno fa, con una panchina che traballava, Gasperini ha deciso di salvarla lanciando Caldara, Conti, Gagliardini e Petagna contro il Napoli (non il Pizzighettone, il Napoli!). C’era anche Kessiè, ma lui era titolare sin dall’inizio negli schemi del mister, che – per inciso  ha vinto 1-0 quella partita, trascinando la sua nuova squadra da cenerentola del campionato a forza del torneo, tanto da meritarsi l’Europa League in un’annata molto fiorente di talenti. Di quei calciatori è rimasto solo Caldara (prossimo all’addio insieme a Spinazzola, altro elemento consacratosi lo scorso anno), eppure la squadra continua a far bene con i soliti interventi mirati e la riscoperta di talenti come Ilicic e Cristante.

A questo punto non sappiamo cosa accadrà l’anno prossimo, chi resterà e chi andrà via, ma con un bel giretto nel settore giovanile dell’Atalanta abbiamo ipotizzato i nomi nuovi di questo finale di stagione. Gente che potete iniziare a segnare sul vostro taccuino come colpi a 1 del vostro prossimo fantacalcio. (Tenete conto che già nell’ultimo week-end i tre punti li ha consegnati Gianluca Mancini, uno dei talenti che da qualche anno è sotto l’occhio attento dell’Atalanta e che potrebbe candidarsi a dopo-Caldara)

MARCO CARNESECCHI – Iniziamo dai portieri: Carnesecchi è un classe 2000, uno dei più futuribili per l’Atalanta. Sopra il metro e novanta, Carnesecchi ha una reattività fuori dal comune: è bravo a usare la mano di richiamo, ma è talmente strutturato fisicamente da arrivarci spesso con entrambe le mani.

DEJAN KULUSEVSKI – Un altro 2000. Svedese di origini macedoni, questo è un centrocampista che Gasperini ha già provato come mediano sinistro nel suo 3-4-2-1. In alcune movenze ricorda Bernardeschi: parte da lontano e ha bisogno di spazio, e anche quando gioca sulla trequarti in Primavera tende ad allargarsi per ricercare spazi. Una preferenza che deriva anche da sue precedenti esperienze col futsal: lì ha dichiarato di partire da difensore per poi poter prendere campo e offendere. Sente la necessità di crearsi degli spazi, di partire da lontano e di far sentire la capacità di progredire. Gasp l’ha già adocchiato: lo ha messo in Lista Uefa per le sfide col Dortmund!

MUSA BARROW – Altro uomo di Gasp: Barrow è due anni più grande dei colleghi sopra citati, ma è uno già fatto e finito. Qualche settimana fa ha fatto a pezzi la Juventus Primavera, e più volte ha dimostrato di essere uno di quelli destinati a far parlare di sé (in Tim Cup contro la Juventus dei grandi è già entrato nel finale mettendo in apprensione la retroguardia bianconera). Calciatore molto elastico, fisicamente pronto a qualsiasi sforzo e con tanta imprevedibilità nelle giocate nel repertorio. Perfetto per il gioco di Gasperini: è un attaccante puro senza essere un vero numero nove e ha un senso della progressione che lo porta a penetrare in area di rigore con facilità. Ad oggi l’unico problema che limita la sua esplosione è rappresentato dalla concorrenza di Gomez, Ilicic e Cristante:  trascinatori della squadra. Siamo sicuri che Gasp saprà trovargli un posticino. (Da prendere a 1 al fantacalcio il prossimo anno, giusto per fare i fighi e dire che l’avevate detto).

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FILIPPO MELEGONI – Altro nome molto in voga da un anno a Zingonia: nasce come play, diventa un interno di centrocampo molto dinamico e capace di disegnare bene le traiettorie. Deve ancora formarsi fisicamente, ma è uno di quei giocatori che danno del tu al pallone e che hanno sviluppato tutta la loro tecnica individuale. Può diventare un prospetto interessante: anche qui la Prima Squadra lo tiene d’occhio da parecchio tempo.

GIANLUCA MANCINI – In apertura dicevamo proprio di Mancini: lui è già un ’96, calcisticamente si potrebbe già considerare adulto. Viene dalla Fiorentina e l’Atalanta ne ha subito apprezzato le doti: ragazzo ben impostato, con più centimetri e spalle di Caldara, ma ancora meno morbido tecnicamente (e con meno leadership). Però: è uno molto interessante nel gioco aereo e Gasperini ha già fatto apprezzamenti. Ieri è partito da titolare e ha segnato il gol vittoria, anche se qualche settimana fa non era stato perfetto nell’1-2 casalingo con il Cagliari (Pavoletti lo ha messo in imbarazzo e qui deve guadagnare un po’ di malizia); precedentemente Gasp lo aveva richiamato per sostituire l’infortunato Toloi per 70′ a Firenze e lui nella sua vecchia casa aveva fatto davvero una bella figura. Con l’addio prossimo di Caldara e l’invecchiamento di Masiello, questo ragazzo può sensibilmente potenziare il minutaggio già da quest’anno, così da farsi trovare pronto.

ANDREA COLPANI – Autore di un gol nel week-end, il suo nome è meno pubblicizzato di altri: è un ’99, mancino di centrocampo dal sinistro millimetrico e dalle spiccate capacità di inserimento. Non è velocissimo palla al piede, ma ha un buon senso della conclusione dalla distanza. Difetti: vive periodo di equivoci tattici. Da mediano basso sembra ancora in gabbia, considerata una maggiore propensione all’attacco che alla difesa.

Cristiano Carriero

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