La lezione di Lorenzo… che sveglia pure il Gallo

Sapete cosa c’è di bello nel calcio? Che come tantissime altre espressioni della vita pubblica è pieno zeppo di retorica. Retorica su cosa sia giusto o sbagliato dire, fare e pensare. Anche se poi, in fin dei conti, tutto rischia di andare a rotoli per davvero.

Pensiamo a quei comportamenti aberranti legati al tifo che diventano oggetto d’indignazione nazionale a orologeria (il tema razzismo ad esempio), salvo poi ripresentarsi più o meno nel silenzio la settimana seguente, come niente fosse. O alla retorica degli stessi protagonisti del pallone sui guadagni degli atleti, sulla deriva morale del gioco, e sulla conduzione di Club e federazioni, affossati proprio da chi più ne lamenta il declino.

Un corto circuito infinito che ha allontanato il grande calcio da piazze storiche del nostro paese, e che rischia di far estinguere su larga parte del territorio la prospettiva di un futuro di calcio competitivo, professionale e soprattutto appassionante.

E allora perché il pallone non molla? Perché siamo tutti sempre e ancora qua? Ce l’ha spiegato a suo modo Lorenzo, il piccolo tifoso del Torino reso noto qualche giorno fa da un video divenuto poi virale sul web, vivendo un breve momento di gloria nel pre-partita di Torino-Udinese di ieri.

Il video che lo aveva reso noto nell’ambiente granata è semplicissimo. C’è Lorenzo che, prima della partita, scandisce a gran voce e con un entusiasmo contagioso la formazione e il “motto” dei tifosi del Toro. Eccolo qua…

https://www.youtube.com/watch?v=qh35VIt3AtI&t=120s

Performance appunto riproposta ieri all’attenzione di tutto lo stadio Olimpico Grande Torino, trascinato dallo “speaker” d’eccezione. Questa volta, a dire il vero, apparso un po’ più emozionato…

La risposta al quesito che avevamo posto prima sembra adesso più chiara. Non pensate a tutto il siparietto creato per l’occasione, ma soffermatevi sulle espressioni di Lorenzo. Se a 30, 50 o 70 anni riconoscete in voi lo stesso incondizionato e un po’ “sguaiato” trasporto che anima questo bambino di 3 anni e mezzo, avrete capito perché siete ancora qua. Nessuna retorica, solo pura e viscerale passione.

E se pure il “Gallo” si è svegliato tornando a segnare dopo un’infinità, qualcosa di vero attorno a questo benedetto pallone ci sarà ancora.

Elia Lavelli

Twitter: @ACMironjr

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