La ridicola clausola del contratto di Mbappé

Potere (o impotenza) del Fair play finanziario, il discusso affare milionario Mbappé-PSG ha trovato sabato la sua definitiva conclusione. In che senso? Il giovane francese può dirsi ora sicuro della permanenza per le prossime stagioni nel Club parigino, grazie a una curiosissima clausola inserita nel contratto al momento dell’accordo.

Come ben sappiamo, per aggiustare bilanci e conti societari, sempre più spesso vengono utilizzate per i trasferimenti formule come il diritto di riscatto, o l’obbligo condizionato. Quest’ultimo è il caso dell’affare in questione. Come riportato dal tedesco Sportbild, successivamente alla chiusura del tira e molla tra giocatore e Monaco, vennero alla luce indiscrezioni sul contenuto degli accordi.

Ebbene, a che condizione Mbappé sarebbe dovuto rimanere nelle fila del Club della capitale? A patto che Neymar e compagni non retrocedessero nella stagione corrente. Possibilità scongiurata matematicamente sabato con il largo successo sul Racing Strasburgo.

Un’eventualità credibile quella della retrocessione del Paris, più o meno quanto la rimonta scudetto del Benevento. Da domani adottate anche voi questo sistema con gli amici. “Figurati, puoi anche non darmi i soldi che mi devi. Facciamo così però, se dopo un gol preso Buffon sporcona me li dai. Ok?”

I casi sono due: o gli avvocati del PSG erano così poco divertiti da mettere in piedi una pantomima per farsi due ghignate, oppure nella gestione delle società di calcio ci sono più magheggi che nelle briscole chiamate ai Bar Sport. A voi il giudizio.

 

 

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