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Pep Guardiola e la battaglia per il “lazo amarillo”

Guardiola si sta confermando al City quale miglior allenatore del mondo. Un nastro giallo rischia però di mettere in discussione la sua permanenza in Premier...

Sono passati ormai diversi mesi dalle vicende del referendum indipendentista catalano, e anche se i venti più caldi sembrano essere passati la questione è lontana dal potersi dichiarare risolta. Non ci riferiamo nello specifico alla situazione politica in Spagna, argomento complesso e vasto che non sappiamo e vogliamo affrontare, ma alla personale “battaglia” di colui che è probabilmente il miglior allenatore del mondo, con la Football Association.

La posizione di Pep sull’indipendenza della Catalogna è ben nota, ma il tecnico del City non vuole limitarsi all’opinione. La sua militanza per la causa è sempre stata attiva e non solamente simbolica, come testimoniano i numerosi interventi alle manifestazioni indipendentiste. Ora però è proprio un simbolo a metterlo nei guai.

Nelle ultime tre gare (Wigan in FA Cup, Chelsea e Arsenal in Premier) Guardiola ha sempre esibito sul petto un nastrino giallo, chiaro omaggio alle rivendicazioni della fazione indipendentista catalana. In particolare a sostegno dei leader indipendentisti incriminati in seguito ai fatti di novembre.

Alla Football Association questo gesto non è proprio andato giù, così come la giustificazione di Pep che avrebbe paragonato il suo nastro al “Poppy”, il garofano rosso esibito dagli allenatori di Premier per commemorare i soldati britannici scomparsi in guerra.

Martin Glenn, dirigente massimo della FA, ha dichiarato: “Quel simbolo potrebbe rappresentare molte cose: una svastica, la falce e il martello o altro. Non possiamo accettarlo, il calcio deve tenersi fuori da questi terreni scivolosi. Non vogliamo che il nostro calcio mostri simboli politici. E il laccio di Guardiola è un chiaro manifesto dell’indipendenza catalana.”

Una chiara e netta ammonizione nei confronti di Guardiola che, tuttavia, non pare voler fare passi indietro, avendo già reiterato il comportamento in seguito a precedenti richiami. Il suo City sta volando, ma Pep non vuole mollare la sua battaglia. Costi quel che costi.

Per quanto tempo la Federazione accetterà questo braccio di ferro prima di comminare una pesante squalifica? E in quel caso Pep tornerà sui suoi passi o abbandonerà la Premier? Staremo a vedere.

 

 

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