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Bomber Story

Attaccanti scoordinati

Nell'era del falso nove, vi abbiamo riportato i centravanti più goffi, scoordinati e inadeguati alla vita del calcio.

Lo sappiamo che già molti di voi non hanno digerito il fatto che vi abbiamo tirato fuori Sturaro dal nulla, ma oggi siamo pronti a farvi incazzare ancora di più con un’altra tipologia di calciatore particolarmente fastidiosa: il centravanti scoordinato. Gli spilungoni acquistati dai club nel tentativo di fare a sportellate con le difese avversarie e che invece spesso e volentieri sono finiti a fare a botte con se stessi. Ne abbiamo raccolti di svariati, da quelli scoordinati che ce l’hanno fatta, a quelli scoordinati che proprio non ne volevano sapere di beccare dritta una palla.

FELIPE CAICEDO 

Dici Caicedo, leggi “se Immobile si assenta è un vero disastro per la Lazio”. Già sostituire Immobile sarebbe un compito ingrato per molti attaccanti, ma farlo con Caicedo è proprio l’apoteosi. Aldilà del fatto che si sposa anche male col gioco verticale della Lazio, Caicedo è la macchinosità fatta persona. Scoordinato come pochi, lo vedi che battaglia più contro se stesso che con i difensori avversari. Questo è il suo miglior gol quest’anno, ed è tutto dire.

https://www.youtube.com/watch?v=Xxv50zoyi3w

SIMY 

Simy del Crotone sarà il classico giocatore nostalgia nel 2029. Una corsa inadatta al calcio, con le falcate tipiche di quelli che fanno atletica ma che al calcio proprio non servono. Sembra non avere la minima idea del perché gli siano stati montati dei piedi, e ulteriori commenti li lasciamo a voi su questo video confezionato dai ragazzi dell’Ultimo Uomo.

LIBOR KOZAK 

Atipico capocannoniere di Europa League, Kozak è stato a lungo uomo da zona cesarini nella Lazio, risolvendo spesso delle partite pericolose con le sue zuccate. I tanti infortuni hanno devastato ancor più la sua già fragile coordinazione, e adesso è in Serie B al Bari dove, dopo sei mesi di riabilitazione da panchina, ha ritrovato il posto da titolare e un gol arrivato nel momento perfetto. I tifosi del San Nicola stavano per tirargli giù i seggiolini dello stadio al duecentesimo controllo fallito, ma lui è sbucato dal nulla e li ha allietati tutti. Tipo i ricercati che devono pagare i debiti e trovano la tecnica geniale per guadagnare altre 48 ore di tempo.

NACHO CASTILLO

Nacho Castillo era il giocatore che segnava pure 97 gol in Serie D, e poi arrivava in Serie A e si muoveva come un elefante in una cristalleria. L’episodio di sotto è la sintesi di una carriera: alla Fiorentina non aveva segnato neanche per sbaglio e al Bari dei 50 punti di Ventura serviva una quarta scelta in attacco. Cessione fatta, e annunciata casualmente prima di un Fiorentina-Bari. Oh, a Castillo gli capita proprio quel giorno sta palletta che controlla talmente male che sembra proprio farlo a posta a non voler segnare. Incredibilmente ci riesce.

 

PETER CROUCH 

Crouch è la speranza dei goffi nel mondo. Crouch è un goffo, scoordinato, ben riuscito. Talmente robotico nei movimenti che esultava pure così quando segnava, ma quanto segnava. Un mistero della fisica, ma talmente lungo – è alto tre grattacieli e mezzo – che in qualche modo, sporco o no, la pigliava e la buttava in porta. Orgoglio dei goffi del mondo.

Mentre ci dite i vostri goffi preferiti della storia dei centravanti, vi lasciamo altri suggerimenti che ci sono venuti in mente mentre ci rivedevamo per la duecentesima volta al RoboKop di Crouch. Tenetevi forte: Jan Koller, Erjon Bogdani, Vitalij Kutuzov, Mauro Boselli (o solo il gol nel derby), Pratto, Balogh, Sadiq.

 

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