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Ma che fine ha fatto Renato Sanches?

Ti svegli in una fredda mattina di marzo e un pensiero ti assale. Ma che fine ha fatto Renato Sanches? Era meglio non chiederselo...

Dalla gloria, quantomeno potenziale, al declino il passo può davvero essere brevissimo. Soprattutto nel calcio di oggi, pronto a incensare (anche per colpa degli addetti ai lavori) ragazzi certamente promettenti ma con ancora tutto da dire.

Il caso più clamoroso è quello del “trattore” di centrocampo portoghese Renato Sanches. Titolare e perno del Portogallo campione d’Europa 2016 a soli 18 anni, era passato nella stessa estate dal Benfica al Bayern Monaco per 35 milioni di euro, più un incredibile bonus da 45. E pensare che la squadra della capitale lusitana se l’era assicurato per 25 palloni prelevandolo bambino dall’Aguias Musgueira

L’ennesimo talento che non ci possiamo permettere, avevano pensato in molti da noi, ma il campo ha presto detto qualcos’altro.

Il riscatto può salire fino a 80 milioni attraverso il raggiungimento di diversi premi. 5 per ogni 25esima presenze (per un massimo di 25 milioni) e 20 milioni se il giocatore farà parte dei primi tre nel premio Ballon D’Or o della FIFA/FIFPro World XI recitava la particolarissima forma dell’accordo tra i club per il suo passaggio in Germania. Nero su bianco, il profilo di un ragazzo destinato a salire in breve tempo sul podio dell’elite mondiale.

E dov’è oggi, appena un anno dopo, il solerte Renato? Attualmente è fuori per un infortunio alla coscia in attesa di rientrare a disposizione dello Swansea, dove lo avevamo lasciato in prestito dopo un anno di spezzoni bavaresi. Arrivato per prendere in mano la squadra, è finito presto ai margini. Problemi fisici a parte, infatti, Sanches in Galles ha subito un’ulteriore involuzione rispetto al già chiaro flop vissuto in maglia Bayern. Poco più di 10 partite giocate, e quasi mai per intero, e alcune fuori per scelta tecnica.

La fotografia del suo momento è lucidamente espressa dalla travolgente prestazione offerta contro il Chelsea a fine novembre, prima di sparire completamente dai radar, “incoronata” dall’epico passaggio al cartellone pubblicitario scambiato per un compagno…

https://www.youtube.com/watch?v=jp146XB2rXk

L’ancora verdissima età del calciatore, classe 1997, c’invita a mantenere qualche speranza di assistere a una redenzione. L’odorino che però emerge da questa storia si fa sempre più minaccioso. La puzza di bidone stracolmo emerge sempre più viva.

Si può finire nel novero delle baby-meteore (simil Januzaj-Mastour-Odegaard) pur avendo diretto da appena maggiorenni il centrocampo della Nazionale campione d’Europa? (e la presenza al Mondiale ora è tutt’altro che certa)

A quanto pare il rischio esiste. Di una cosa, comunque, il Bayern può star tranquillo. I 20 milioni per il podio nella classifica del Pallone d’Oro potrà decisamente spenderseli per qualcos’altro.

 

 

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