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Il Mondo e la mitica impresa europea della Dea 1987/88

Nel giorno del saluto a Emiliano Mondonico ricordiamo la sua impresa Europea meno celebrata. Verso le vette d'Europa con la squadra in B.

Tutti hanno negli occhi la famosa sedia sollevata ad Amsterdam in segno di protesta per il rigore negato a Cravero nella finale di ritorno Ajax-Torino della coppa Uefa 91/92. Noi però vogliamo ricordare un’altra incredibile impresa europea di Emiliano Mondonico.

Nessuno come il Mondo ha saputo portare la provincia alla gloria. Quest’anno abbiamo assistito allo splendido viaggio in Europa League dell’Atalanta di Gasperini, ma il primo a portare Bergamo alla ribalta europea fu proprio il tecnico di Rivolta d’Adda.

Correva la stagione 1987/88 e l’Atalanta appena retrocessa in Serie B si preparava a disputare la Coppa delle Coppe in virtù di una finale di Coppa Italia persa con il Napoli, chiamato quell’anno all’impegno in Coppa Campioni.

In un momento così delicato la società lombarda aveva deciso di rivolgersi al tecnico che poco tempo prima aveva riportato in A la Cremonese dopo 54 anni. E la scelta si rivela più che azzeccata. Mondonico raggiunge la promozione al primo anno, e nei due successivi porterà l’Atalanta alla qualificazione per la coppa Uefa, prima di cominciare la sua travolgente avventura granata.

E quella Coppa delle Coppe da giocare in B? La logica avrebbe voluto un’Atalanta non in grado di sostenere l’impegno. E le fatiche (persa l’andata per 2-1) patite nel primo turno contro dei dopolavoristi gallesi sembravano confermare la tesi. Ma la Dea avanza e agli ottavi supera ancora a fatica il non irresistibile OFI Creta.

Lo scoglio dei quarti, incarnato dallo Sporting Lisbona, sembra però insormontabile. I nerazzurri però sorprendono per 1-0 i portoghesi nella gara casalinga, e li puniscono con un contropiede al Jose Alvalade dopo essere finiti sotto e aver patito un assedio epocale, in pieno stile italiano.

Pieno di quell’attenzione, cuore, e furbizia che, miste alle idee e un carattere davvero speciale, hanno portato il Mondo a scrivere tante pagine di storia del nostro calcio e a essere ricordato come uno degli ultimi baluardi della sua incarnazione più vera. Quella che oggi forse non esiste più. Per tante volte secondo, ma una figura così vincente.

Ah, giusto per dovere di cronaca, il sogno della finale lo spezzarono i collosissimi belgi del Malines. Ma che bella storia! Ciao Mondo.

 

 

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