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“senza calcetto sarei morto” Se manca il decimo chiama Batshuayi…

Una passione estrema (anche per molti di noi) utile a superare un momento difficile. Batshuayi e le confessioni di un calcettofilo incallito...

Uno dei più grandi rimpianti della magra stagione del Chelsea di Antonio Conte è l’attaccante belga Michy Batshauyi. Non trovando spazio nell’undici titolare del tecnico pugliese, il 24enne è finito a gennaio in prestito al Borussia Dortmund, realizzando da allora qualcosa come 8 gol in 12 partite con i gialloneri.

Ma qual è stato il segreto per mantenere la giusta aggressività e lo spirito competitivo durnate i giorni da panchinaro al Chelsea? Il calcetto. Ebbene sì, una volta terminati allenamenti o partite Batshauyi si spaccava con gli amici di calcetto.

Alla rivista Onze magazine ha confessato:

Dal Club non ci era permesso di farlo, ma io giocavo a calcetto. Se non  avessi giocato a calcetto, sarei morto. Non l’ho mai detto ai compagni, non lo dicevo a nessuno. Mi distruggevo a calcetto per 1 a 2 ore al giorno. Era obbligatorio per me. 

Mi permette di sentirmi meglio, di liberarmi, di sentire il feeling con la palla, il feeling per trovare la via della porta e, soprattutto, il piacere di giocare con i miei amici.”

Praticamente il profilo perfetto dell’uomo da chiamare all’ultimo per un calcetto delle 11 di sera senza riscaldamento. Uno così fomentato col calcetto, è sicuro che si cambia e corre al campo (essendo ricco c’avrà pure il macchinone, e farà prima) con neanche tre minuti di preavviso.

Per ogni organizzatore di calcetto sarebbe diritto costituzionale avere in rubrica il numero di Michy Batshuayi.

 

 

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