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Lasciateci cantare: perché Napoli deve esultare

Dopo la serata di ieri viene da chiedersi perché la gente soffre così tanto una città che festeggia pur non avendo vinto. A Napoli si è fatto notte, tra tuffi nelle fontane e abbracci collettivi. Qualcuno ha messo in giro un video di capodanno, tanto per far passare i napoletani per pazzi. La verità è che i Napoletani sono passi della propria squadra, dei propri colori, delle loro origini. È da ieri che penso a questa cosa, e non mi dò pace. Perché dà tanto fastidio che una città sia innamorata, e festeggi una vittoria? Non uno scudetto, non una Coppa dei Campioni, una vittoria a Torino, all’ultimo minuto. Poi capisco che non è da tutti cogliere il senso dell’entusiasmo fine a se stesso.

Non può esserlo per chi è abituato a macinare vittorie, per chi ogni anno alza trofei, ma provate ad alzarvi dai divani, a uscire dai talk show, e a mettervi nei panni di chi si sta gustando domenica dopo domenica un sogno. Mi chiedo cosa non vi torni nel vedere una città che una domenica sera qualunque (che poi, qualunque mica tanto) scende in strada a festeggiare il niente, solo per il gusto di stare sveglia tutta la notte, sventolare bandiere, andare a lavorare – sì, incredibile lavorano pure, a Napoli – il giorno dopo, con le occhiaie.

Siamo diventati tifosi da TV, incapaci di distinguere quello che deve fare una squadra – restare sulla corda, non farsi prendere troppo dall’entusiasmo, tenere alta la concentrazione – da quello che devono fare i tifosi. Gioire. Chi l’ha detto che bisogna aspettare per forza la fine? E se questo campionato non finisse con lo scudetto, i tifosi del Napoli non avrebbero forse il diritto di festeggiare una vittoria in casa della Juventus?

Napoli non è Torino e non è Milano, con rispetto. È quello che ci insegna il nostro campionato, che guarda all’Europa ma poi resta pur sempre una nostra peculiarità, e Roma è caciarona, Bari è isterica (ma porta 100.000 persone in piazza per un play off contro il Crotone), Verona è innamorata, Benevento è folle perché si commuove per una vittoria a San Siro pur sapendo che il giorno dopo tornerà in serie B matematicamente. E sapete cosa vi dico? Chi se ne frega.

Napoli si riversa in strada e fa bene, Napoli ha voglia di esultare, di gioire e di inventarsi una scusa per stare sveglia la notte. È inutile che le dite che i conti si fanno a fine Maggio. Napoli non fa conti, non è una città di ragionieri. Napoli è mille culure, ma alla fine è innamorata solo dell’azzurro del suo cielo. E ce lo vuole ricordare, e fa bene, anche se non ha (ancora) vinto nulla.

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