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Più che Allegri, un po’ in tensione: “Giochiamo 57 partite l’anno, gli altri…”

La corsa scudetto s'infiamma, e l'allenatore della Juventus non sembra più essere così tranquillo...

Questa volta non è l’invettiva sarriana nei confronti del calendario a far storcere il naso. Questa volta è Max Allegri ad aver un po’ abusato della dialettica.

“La Juve gioca 57 partite all’anno, gli altri invece a dicembre sono già fuori da tutto” sono state le inequivocabili parole dell’allenatore bianconero nel pesante post-gara di Juve-Napoli. Un chiaro riferimento alla conduzione della campagna europea degli azzurri, fiacca in Champions e totalmente dimessa in Europa League.

Tutto vero? Tutto giusto? E a chi importa? Allegri sta pagando nelle ultime settimane il freno a mano da lui stesso tirato con forza. La modalità “contenimento” è stata inserita forse un po’ troppo presto, e con la profondità e qualità di una rosa che con la panchina potrebbe sdoppiarsi e ambire comunque al titolo, tutto è diventato troppo visibile.

L’all in di Madrid ha portato conseguenze evidenti, soprattutto sul piano mentale. Dopo 6 anni di dominio e incontrastata mentalità vincente, sono proprio questi scricchiolii a preoccupare l’ambiente della Juve. Una squadra che per 6 anni ha sconfitto tutti con la testa, prima di allestire una corazzata europea perfino troppo attrezzata per la Serie A.

Ora quella mentalità vacilla vistosamente. Con la Roma più avanti in Champions gli uomini di Allegri si sentono un po’ meno il faro del calcio italiano, e con il Napoli lì attaccato affiorano dubbi ormai assenti da lungo tempo a Torino. Il campionato vivrà finalmente una volata conclusiva davvero avvincente, e per la prima volta in tanti alla Juve potrebbero non essere i più affamati e convinti.

Per ora restano in testa, ancora pronti a tenersi stretto il bastone del comando. Se il comandante però parla così…

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