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La Basilicata esiste (e magari rivedrà il derby): Potenza-Matera, da Ciccio D’Oriano a quello che sarà

La Basilicata esiste. Provincia calcistica d’eccellenza del calcio italiano, terra di transizione tra le più fortunate Puglia e Campania. Unica regione del Sud, con il Molise (anche questo esiste?), a non aver mai potuto vantare una squadra in Serie A.  Una regione che conta meno abitanti di Roma,  Milano, Napoli, Torino, Palermo e Genova, divisa in due dal campanile, e dal calcio. Da una parte Potenza, capoluogo regionale, dall’altra Matera, unica altro capoluogo di provincia.

Era il 2012-2013, l’ultimo derby in Serie D (girone H): il Matera vinse andata e ritorno contro un  Potenza che tra mille problemi societari chiuse la stagione all’ultimo posto. Fallimenti e rinascite, da queste parti sono la normalità. L’era Caiata ha ridato entusiasmo a una piazza che da allora aveva provato a sognare la C, senza mai agguantarla. Un campionato dominato, che è valso (probabilmente) anche la vittoria alle elezioni politiche in città per il presidente, amatissimo, e la fama di vincente di provincia per il tecnico Nicola Ragno. Tra Eccellenza e Serie D è all’ottavo campionato vinto di fila. A maggio scorso riportò il Bisceglie tra i professionisti dopo 19 anni di assenza, e c’è riuscito poi anche con il club rossoblù, di nuovo in terza serie dopo 10 anni (dalla C1 del 2007-2008). Impiegato in banca, dovrebbe andare in aspettativa per provare, per la prima volta, ad allenare da professionista. Una storia “alla Sarri”, e un finale che chissà.

A Potenza si dice che “U Putenz è semb nu squadron”Ma questa volta lo è stato per tutti. Record di vittorie consecutive nel girone H, il 38enne França che chiude a 25 gol stagionali, e per la quinta volta consecutive va oltre le 20 reti stagionali in Serie D. Quasi un gol a partita. L’Higuain della Serie D, brasiliano, atleta di Cristo. Capace di esaudire preghiere e sogni.

Il primo pensiero nella festa promozione è stato per i rivali di sempre.

Il Matera in C c’è già, da qualche anno ormai. Si è consolidato come realtà di alto livello nella terza serie (con tre partecipazioni consecutive ai playoff per la B), salvo riscontrare qualche problema societario in questa seconda parte di stagione, raccogliendo addirittura 15 punti di penalizzazione. Gli stessi punti, probabilmente, che avrebbe dovuto scontare anche il Potenza se Caiata non avesse pagato vertenze della gestione societaria precedente, per una cifra a 5 zeri. In questo ha già vinto Caiata, ma Columella ha regalato alla città dei Sassi un sogno che ormai dura da qualche anno, adesso però deve avere la forza e il carattere per garantirne anche il futuro. Perché perdere un derby così sarebbe un peccato per il calcio.

Non si è mai giocato in Serie A, e nemmeno in Serie B.  Ma per la C e per la provincia d’Italia è un lusso. La rivalità risale agli anni ’80, quando anche nel capoluogo di regione nacque il movimento ultras (negli anni, poi, alcuni gruppi avrebbero assunto nomi in funzione anti-rivale). Già nel 1981-1982 si contano le prime schermaglie. Sentito da entrambe le parti, il derby lucano ha visto coreografie rubate (e spiate), striscioni, cori, e anche qualche incidente. Una decina d’anni fa un incidente ci fu persino in una manifestazione non sportiva (una sfilata di cavalli e cavalieri). Manca dal 2013, e dal 2003 si gioca senza entrambe le tifoserie presenti.  Poi la tessera, i divieti, l’ordine pubblico hanno fatto tutto il resto.

La formazione del derby del 1987 deciso da D’Oriano
Foto: Matera Calcio Story

Storie di bomber, e di provincia, che si mischiano. Pasquale D’Oriano, ad esempio, non è mai stato uno dal gol facile. Poche reti per stagione, con la maglia del Matera, con cui sarebbe tornato in campo addirittura a 42 anni. Nell”87, però, la rete più importante della sua carriera arriva in un derby, deciso così. Nell’esultanza fa tutto il campo per andare sotto la curva del Potenza a fare un gestaccio. Mazzone, poi, verrà dopo e sarà più popolare: ma prima c’era D’Oriano. A fine gara Di Benedetto, da allenatore e buon padre di famiglia, nel fargli i complimenti gli preannuncia che al ritorno, a Potenza, non lo avrebbe convocato. Risposta laconica: “No mister, io al ritorno ci vengo e lo rifaccio”. Mentre in Europa imperversava lo spettro dell’ultima Urss e dei gol di Van Basten nel calcio totale olandese, l’Italia di Provincia godeva con Ciccio. Perché in Lucania funziona così. E la Basilicata, come recitava Nicola Palmieri, protagonista di “Basilicata coast to coast”, esiste. Un po’ come il concetto di Dio, o ci credi o non ci credi. Anche e soprattutto nel calcio.

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