La Coppa di Leo. Vittoria o Addio?

“Se vincere la Coppa potrebbe aprire un ciclo? I cicli iniziano sempre con una vittoria, speriamo che il nostro inizi stavolta.” Parola di Leonardo Bonucci, l’uomo più atteso dell’Olimpico e ormai anche di ogni Milan-Juve.

Poco meno di un anno fa si concretizzava il trasferimento più discusso degli ultimi anni di calcio italiano. Il “capopopolo” bianconero passava improvvisamente al Milan con una trattativa lampo, interrompendo bruscamente sette anni di fiera  militanza juventina.

Ma l’iniziale euforia dell’ambiente rossonero ha poi lasciato ben presto spazio, come sappiamo, alle perplessità nei confronti di una squadra piena zeppa di limiti e problemi. E al centro della questione, per forza di cose, c’è finito proprio lui. Il nuovo capitano, che con la sua scelta aveva rimesso in gioco lo status guadagnatosi negli anni della crescita a Torino, stava clamorosamente perdendo la scommessa.

Con Gattuso le cose sono certamente cambiate, anche grazie alla “registrata” data dal difensore viterbese a se stesso e all’intero reparto arretrato rossonero. Si sono rivisti i proverbiali lanci, le giocate in anticipo, e anche qualche gol. In fin dei conti però, vista anche la recente crisi di aprile, il Milan ha finito per mancare piuttosto nettamente la qualificazione Champions, traguardo minimo d’inizio stagione.

Per questo, e per le sirene internazionali di una possibile partenza ormai sempre meno nascoste, il 9 maggio all’Olimpico sarà “la” partita di Leonardo. Faccia a faccia con il suo passato, in una super classica del nostro calcio, con un trofeo da sollevare al cielo.

L’istantanea scattata alla fine della gara scioglierà probabilmente i dubbi sul suo futuro. Uno scatto con la coppa sopra la testa da appendere sui muri di Milanello sancirebbe l’incoronazione a leader maximo del mondo Milan, con quel gusto per il comando che lo ha sempre affascinato.

La foto con la medaglia del secondo posto rischierebbe invece di diventare una delle sue ultime in rossonero. Con sullo sfondo le lusinghe di un certo Guardiola, la prospettiva di un mercato azzoppato dall’Uefa, e un’Europa League tutta da conquistare in un delicato finale di campionato.

Sarà ancora il fascino di Milan-Juve, e sarà una finale come a Manchester, New York, Roma e Doha. Sarà importante per tutti, ma per Leonardo Bonucci un po’ di più.

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