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Douglas Costa è il miglior giocatore della nostra Serie A?

La provocazione la faccio subito: penso che Douglas Costa sia il miglior giocatore di questa Serie A. So che per alcuni può sembrare una bestemmia e numeri alla mano non vi biasimerei. Se solo dovessimo calcolare l’incidenza sul match di tanti altri calciatori (gol e assist) ne troveremmo parecchi con medie più alte di Douglas; a partire dai quasi trenta gol dei vari Immobile, Icardi e Dybala fino ad arrivare al semplice Luis Alberto che non segna in ogni gara, ma che si è portato a casa una cestistica doppia doppia con 11 gol e 14 assist. Dunque venticinque gol partiti dal suo piede.

Douglas non finirà il campionato con questi numeri (pur andandoci vicino, quattro reti e dodici assist in 1700 minuti, la metà dei colleghi sopra citati) per un semplice motivo: doveva ambientarsi al nuovo campionato e agli schemi di una squadra ben collaudata e così Allegri lo ha ritenuto indispensabile solo dopo diversi mesi di apprendistato.
I numeri che abbiamo elencato possono sembrare poco più che buoni, ma non rendono il peso specifico che un giocatore come Douglas Costa ha avuto quest’anno nella Juventus. Anzi: oggi nessuno può smentire che un pezzo decisivo di scudetto bianconero sia sulle spalle del suo numero undici.

Chi non vuole un giocatore che si porta a spasso tre difensori in un contropiede?

Un parallelismo magari eccessivo: Icardi, tanto per dirne uno nominato prima, è un giocatore che ha bisogno di una squadra attrezzata alle spalle che abbia la qualità per rifornirlo. Non è lui quello che deve giocare la palla in mezzo al campo e crearsi l’opportunità da gol. Poi è tra i migliori a capitalizzare tutte le occasioni che ha: è un cane da tartufo, lo annusa il gol, e tanto di cappello. Ma la sua buona prestazione spesso dipende per più del 50% dallo stato di forma della sua squadra.
Non gliene si fa una colpa ovviamente, il suo ruolo è quello lì e nei fatti ha contribuito alla maggior parte dei punti dell’Inter. Ma Douglas ha una capacità che pochi giocatori in A hanno e che i numeri più superficiali possono non evidenziare: salta sistematicamente l’uomo. Se la Juve riesce ad accendersi spesso è perché Costa da solo può superare una o due linee e guidare le avanzate juventine in netta superiorità numerica. Dribbla e corre come se fosse uno di quei giocatori che ci sembra di vedere solo alla PlayStation. Però lui esiste, è fatto di carne e di ossa. Oggettivamente: allo stato attuale quante squadre potrebbero permettersi di metterlo in panchina come faceva il Bayern? Forse non più di tre.

Qui un’azione che esprime chiaramente l’incidenza di Costa su un’azione pur senza timbrare assist o gol.

Ovviamente non si vuole togliere niente alle stagioni sublimi di Icardi, di Immobile, di Dybala, ma considerando quello che Douglas ha prodotto nel breve spazio in cui ha giocato possiamo probabilmente dire che Douglas Costa sia il giocatore più forte di questo torneo. E prova ne è il fatto che al Bernabeu ha fatto gli stessi gesti che ha fatto con la Sampdoria: saltare uomini come birilli.
Forse non potremo dire che nella stagione 2017/18 sia stato complessivamente il migliore (eppure si aprirebbe un bel dibattito), ma che sia quello tecnicamente più dotato forse lo possiamo dire. Appuntamento all’anno prossimo quando l’apprendistato sarà finito e anche i mesi invernali lo vedranno titolare.

Magari cose come queste diventano gol.

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