Robbie Fowler, il Dio della Kop

Non è difficile spiegare ai più giovani perchè i tifosi della Kop, la leggendaria curva dello stadio di Anfield Road a Liverpool, lo chiamino ancora oggi God. Robbie Fowler, infatti, è stato un vero dio per i sostenitori dei Reds: genio e sregolatezza in campo, carismatico capopopolo fuori dal terreno di gioco.

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Fowler si gode l’abbraccio del suo pubblico dopo un gol

E pensare che il piccolo Robert Bernard, nato nella città dei Beatles il 9 aprile del 1975, nei primi anni di vita si appassiona all’Everton, l’altra squadra di Liverpool. A undici anni, però, un osservatore dei Reds ne intuisce il potenziale talento e lo seleziona per gli Schoolboys, una selezione giovanile. Da qui in poi l’ascesa è inesorabile: il primo contratto da professionista lo firma nel giorno del suo diciassettesimo compleanno, ma è il 1993 l’anno della sua definitiva consacrazione. Il 22 settembre festeggia con il gol il suo esordio in League Cup contro il Fulham, nella gara di ritorno si capisce che è nata una nuova stella: 5-0 finale, cinque reti di Robbie Fowler. Il giorno dopo, durante l’allenamento, trova la scritta God sulla sua casacca, sarà il suo soprannome per sempre. Alla quinta presenza in Premier League, realizza una tripletta al Southampton.

Non staremo qui ad annoiarvi con la fredda cronistoria che potete leggere negli almanacchi, ma sappiate che i numeri sono da capogiro. A metà anni novanta questo autentico bomber di razza ha il mondo ai suoi piedi e, ancora oggi, è ancora uno dei migliori marcatori nella storia della Premier League. Poco importa che, incredibilmente, non abbia mai vinto neanche un campionato. Nel 1998, proprio in un derby contro l’Everton, Robbie Fowler si sbriciola il ginocchio e perde la chance di disputare da protagonista i Mondiali in Francia. La sua carriera prosegue, ma niente sarà come prima: la classe e il fiuto del gol rimangono inalterati, ma svanisce la rapidità di esecuzione con cui era in grado di ridicolizzare i malcapitati avversari. E poi in prima squadra si affaccia un certo Michael Owen

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Fowler a terra dopo il terribile infortunio al ginocchio del 1998

I momenti indelebili nella carriera di questo straordinario giocatore sono altri. Nel 1997, durante la sfida contro l’Arsenal, anticipa il portiere Seaman in uscita e cade a terra. L’arbitro assegna il penalty, ma Robbie Fowler prova disperatamente a fargli cambiare la decisione spiegando di non essere stato toccato dall’estremo difensore avversario. Un gesto di grande fair play che, però, viene incredibilmente ignorato dal direttore di gara. L’attaccante tira ugualmente il rigore e lo sbaglia, e poco importa che un suo compagno ribadisca la palla in rete.

Stesso anno, competizione diversa. Durante la partita di Coppa delle Coppe contro il Brann Bergen, God segna un gol e poi mostra una maglietta con una scritta che, apparentemente, sembra richiamare un noto marchio di abbigliamento. In realtà è un coraggioso omaggio ai Dockers, i portuali di Liverpool, dopo un licenziamento di massa che aveva coinvolto oltre cinquecento lavoratori. È quasi pleonastico evidenziare quanto questa dedica renda Robbie Fowler ancora più popolare nel cuore dei tifosi Reds.

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La coraggiosa dedica di Fowler ai portuali di Liverpool

Ma Robbie Fowler non è solo rose e fiori. I tabloid inglesi si scatenano spesso sulla sua vita privata, sottolineando soprattutto il vizio delle scommesse ippiche e alcune tormentate relazioni sentimentali, tra cui quella con Emma Bunton che gli frutta il nomignolo di Spice Boy. Per non parlare del tormentato rapporto con alcuni allenatori, che lo penalizzerà molto soprattutto in Nazionale. L’episodio più celebre, in negativo, è probabilmente l’esultanza dopo l’ennesima rete realizzata all’Everton: God si abbassa sulla linea di fondocampo e finge di sniffare cocaina. Inevitabili le polemiche, la squalifica e una pesante ammenda da parte della federazione inglese. Ma il gesto rimane, inevitabilmente, nell’immaginario collettivo.

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Una “indimenticabile” esultanza di Fowler

La carriera di Robbie Fowler si trascina stancamente fino al 2012. Il fiuto del gol si trasforma, imprevedibilmente, in senso degli affari: oggi Fowler è un imprenditore immobiliare di successo, ma le sue gesta rimangono sempre nel cuore dei tifosi dei Reds. Basti pensare a quanto accaduto qualche mese fa: Firmino segna un gran gol al City di Guardiola, e tutti pensano: “Ma è identico a un gol di God contro lo United!“. Guardare il video per credere.

https://www.youtube.com/watch?v=kfTpNqQ1aSk

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