Capitan Lucarelli

Sarebbe bello sentire il discorso che ha fatto Alessandro Lucarelli nello spogliatoio del Parma prima dell’ultima partita di Serie B. Sarebbe bello perché noi ci ricordiamo ancora l’ultimo, quello che ha preceduto la promozione dalla Lega Pro: “Ragazzi, ho fatto stampare questa foto, in cui c’è tutto quello che siamo noi: sofferenza, paura, sudore, sacrificio, tutto quello che ci ha portato a giocarci questa partita oggi. La Serie B è là fuori. 90 minuti, in cui dobbiamo dare tutto quello che c’è: ogni energia, ogni forza, tutto quello che è rimasto. E dove non arriviamo con le gambe ci arriviamo con il cuore! Perché ce lo meritiamo, perché siamo un gruppo vero, perché abbiamo mangiato merda tutto l’anno per arrivare qui e ora dobbiamo farli ricredere tutti”.

Poi una pausa prima di dire la cosa più importante: “Io non so se potrò riprovarci: quindi dovete farmi un favore. Oggi mi dovete portare in Serie B. Uno per tutti, tutti per uno!”.

Lucarelli non ha mai dato ai suoi compagni la certezza di continuare a giocare. Probabilmente non aveva deciso per davvero, o in caso di un altro anno di Lega Pro non ce l’avrebbe fatta a mantenere quella promessa che ha fatto il giorno del fallimento del Parma: riportare la città in Serie A.
Eppure quelle parole hanno dato alla squadra l’energia, la forza di fare un ultimo passo. Di prendersi la Serie B. E poi il Parma ha fatto di più. Lucarelli ha continuato un altro anno, forse un tentativo in extremis, forse solo la voglia di giocarsi la B per godersi il successo.
In fondo due mesi fa nessuno si aspettava il Parma in A diretta: molto attrezzato, sì, ma troppo discontinuo. Mai veramente convincente. Sembrava solo l’ultima parentesi di capitan Lucarelli. Da lì l’imponderabile: il Parma ha iniziato a fare il rullo compressore, le ha vinte quasi tutte, il Frosinone ha rallentato, all’ultima giornata si è addirittura suicidato (2-2 in casa col Foggia oramai privo di obiettivi). Lucarelli è stato testimone di un miracolo: tre promozioni di fila, una dietro l’altra a 41 anni.
L’aveva promesso. Lo ha fatto.

Dopo la partita ha detto che adesso è pronto a smettere, ma siamo sicuri che ci penserà ancora un altro po’. Lucarelli è il principale artefice, tecnico e morale, di una resurrezione così rapida. Ha incanalato lui tutta l’inerzia di queste vittorie. Ha sfidato il suo corpo, lo ha sottoposto al sacrificio più grosso – combattere con il tempo che passa – per mantenere la sua promessa. Ha prestato la sua energia e la sua voglia a tutti i compagni, tutti i tifosi. Doveva essere Serie A, e così è stata. Senza intoppi. Un film magistralmente scritto da Alessandro Lucarelli, capitano d’altri tempi.

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