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L’importanza di chiamarsi Balotelli

Chiamarsi Balotelli

Ed eccoci qua, da un paio di settimane si è aperto il nuovo ciclo azzurro sotto l’egida di Roberto Mancini. Un ciclo che poi tanto nuovo non è. Più che altro ci sono stati dei ritorni come quelli di Criscito, Zaza, Marchisio e Sirigu. Ma soprattutto c’è stato il ritorno in Azzurro di Balotelli. Mancini l’ha svezzato all’Inter, e l’ha fatto crescere al Manchester. Era piuttosto lapalissiano che lo portasse con sé anche in questa nuova avventura Azzurra. Ma cos’è successo al giocatore italiano più chiacchierato d’Europa negli ultimi anni? Dall’apice, all’oblio, fino alla rinascita in terra francese. Ripercorriamo il suo ultimo quadriennio per comprendere a pieno perché è così importante chiamarsi Balotelli.

NOT “FANNY”

Il 2014 è un anno importante per Super Mario. È tornato in Italia a gennaio, dopo la sua altalenante esperienza al City. Indossa la maglia del Milan, sua squadra del cuore (fede mai nascosta, manco ai tempi dell’Inter) con cui a fine stagione colleziona 18 reti. Il Mondiale brasiliano è alle porte e l’attaccante è la punta di diamante della Nazionale di Prandelli, reduce da un Europeo perso in finale contro la Spagna due anni prima. Insomma, ci sono grosse aspettative su di lui e sull’Italia. La prima partita è contro l’ostica Inghilterra, ma proprio una sua rete di testa permette all’Italia di ottenere i primi 3 punti del girone.

Una vittoria che col senno di poi si rivela inutile dato che gli Azzurri perdono clamorosamente contro il Costa Rica e contro l’Uruguay (di cui tutti ricordiamo il morso di Suarez a Chiellini), uscendo malamente dal Mondiale. Da eroe, Mario si ritrova ad essere il capro espiatorio di una nazionale definita dalla stampa “puerile e presuntuosa”. Quella contro gli uruguagi è l’ultima apparizione dell’ex citizen in Azzurro, almeno per i successivi 4 anni.

Se sui campi di calcio le cose non vanno bene, nella vita privata vanno peggio. A Settembre si lascia con Fanny Neguesha, modella belga, dopo 6 mesi di fidanzamento. Una relazione che si porta ancora oggi  degli strascichi come confermano le recenti stories dei due su Instagram.

 

 

 

 

 

 

 

GOD SAVE THE BALO

Nonostante un Mondiale sottotono, la rete contro l’Inghilterra riporta in auge il nome di Super Mario in terra britannica. Tanto che Brendan Rodgers lo vuole fortemente al Liverpool nella stagione 2014-2015 per puntare allo scudetto. 20 mln la cifra sborsata dai Reds per convincere il Milan, ma le cose non vanno come sperate. Balotelli delude, mettendo a segno soltanto 4 reti stagionali. Della sua ultima esperienza in Premier League si ricorda solo il litigio col capitano dei Reds Henderson e gli screzi con Rodgers per questioni tattiche. Mica male eh?!

O MIA BELLA MADUNNINA

“La convinzione ce la dà il fatto che, semmai dovesse tornare da noi, è l’ultimissimo treno che gli passa davanti”, parla così di Balotelli l’ex ad rossonero Galliani nell’estate 2015. Pochi giorni dopo quelle dichiarazioni, il Milan annuncia il suo ritorno a Milanello. Ma le minestre riscaldate, si sa, non sono mai buone. Il Super Mario bis è un flop, il giocatore viene fortemente condizionato da una pubalgia che lo costringe in tribuna per buona parte del girone d’andata. A fine stagione, avrà messo a segno soltanto 3 gol (di cui due all’Alessandria in Coppa Italia). Sarà poi lo stesso Galliani a scaricarlo dichiarando di non meritarsi il rinnovo. Anche Conte lo scarica, Super Mario non viene convocato all’Europeo.

LA RINASCITA FRANCESE

Da enfant prodige a giocatore snobbato da mezza Europa il passo è breve. Nell’agosto del 2016 il Nizza avanza una proposta concreta. Il suo agente Mino Raiola non è d’accordo, vorrebbe una piazza più blasonata e uno stipendio più esoso. Ma è proprio Mario a insistere vedendo nella tranquilla e soleggiata città francese il posto ideale per ripartire. Il presidente nizzardo rivela all’Equipe: “Il giorno del mio incontro con Balotelli, il giocatore tardò all’appuntamento.

A quel punto Mino Raiola, mi elencò tutti i motivi per i quali non avrei dovuto ingaggiare il giocatore. E quando arrivò il giocatore Raiola gli disse: ‘Tutte le cose brutte su di te che dovevo dire al presidente, le ho dette’. Alla fine, a scegliere, è stato proprio Mario Balotelli. Raiola mi raccontò che in via del tutto eccezionale il giocatore avrebbe potuto scegliere la sua prossima destinazione“. Scelta che si è poi rivelata vincente dato che Balotelli è tornato a segnare: 43 le reti in due anni.

L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI BALOTELLI

Dopo essere stato snobbato da Ventura, che aveva promesso di dargli una chance salvo poi preferirgli altri nomi. Super Mario lo scorso Marzo è stato escluso anche dal ct ad interim Di Biagio nelle amichevoli contro Argentina e Inghilterra. A tal proposito, i giornali francesi rivelarono di un Balotelli in lacrime durante un allenamento col Nizza. Qualche mese fa nella trasmissione Tiki Taka, l’attaccante aveva speso parole d’amore per la maglia Azzurra, sottolineando il desiderio di voler tornare. Un desiderio che il suo padre putativo Mancini ha realizzato. Super Mario ha ripagato la fiducia del tecnico di Jesi con uno splendido gol all’Arabia Saudita. Bene pure ieri contro la Francia: dalla sua punizione è scaturito il gol di Bonucci. Super Mario vuole riconquistare la fiducia dei popolo italiano. Ecco perché è così importante chiamarsi Balotelli: l’Italia ora più che mai ha bisogno del suo talento cristallino. Dopo aver messo la testa a posto, è ormai tempo di diventare grande.

 

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