Il golpe di Keisuke Honda: come ha fatto cacciare il CT prima dei Mondiali

Un esonero a 67 giorni dal Mondiale sembra storia poco forte se confrontato con quello che è appena successo alla Spagna e a Lopetegui, ma anche il cambio che il Giappone ha adottato meno di tre mesi fa ha dell’assurdo.
La storia è questa: siamo nel 2014 e i nipponici, reduci da un Mondiale molto al di sotto delle aspettative (un punto ai gironi), assumono Halildhodžić, tecnico esperto che in Brasile ha appena portato una stoica Algeria agli ottavi di finale (decisiva la sconfitta contro la Germania arrivata solo ai tempi supplementari!).
Il bosniaco mette a disposizione della Federazione le sue idee e tra i punti fondamentali del suo programma c’è un progressivo svecchiamento della squadra: spazio ai giovani, poi reali protagonisti della qualificazione ottenuta dal Giappone.
Ma la storia pazzesca è che la vecchia guardia del Giappone – probabilmente guidata da Keisuke Honda, uno dei più influenti nello spogliatoio – ai primi risultati negativi del coach (in particolar modo una brutta figura con la Corea del Sud nella Coppa d’Asia Orientale) riesce a mettere pressione al direttore sportivo Nishino, inscenando un ribaltone pazzesco che la Federazione segue annunciando di aver “allontanato il mister per palesi incompatibilità con il resto del gruppo”. Così a 67 giorni dal Mondiale Halildhodžić viene esonerato. Al suo posto subentra…proprio Nishino. L’amico dei senatori, che da diesse diventa mister, costretto a fare le convocazioni senza avere più neanche un’occasione per testare la squadra sul campo (e soprattutto primo accompagnatore delle proteste dei senatori).
E così ciò che è più assurdo è che che gli uomini decisivi per la qualificazione del Giappone ai Mondiali – Asano e Ideguchi con i gol, Kubo e Nakajima con le sontuose prestazioni – il Mondiale se lo vedranno da casa, mentre tutti i senatori del gruppo saranno nuovamente in campo per quello che probabilmente sarà il loro ultimo mondiale. I vari Honda, Okazaki, Hasebe, Nagatomo, Kagawa sono oltre i trent’anni e non è detto che riescano atleticamente a sopravvivere a questi livelli tra quattro anni.

Questa la formazione che ha portato al Mondiale il Giappone. Honda e Kagawa, due nomi su tutti, erano rimasti in panchina tutto il tempo.

Risultato finale? Il progetto di ringiovanimento è ora completamente cancellato in favore di nuova linfa per tutti i cosiddetti vecchi che in realtà non giocano assieme da tre anni e che solo in questi giorni stanno cercando di oliare quei vecchi meccanismi che a Brasile 2014 in realtà non avevano funzionato per niente. Di fatto il tecnico Nishino non ha ancora idea di quale formazione schierare nella gara di esordio, visto che nelle tre amichevoli di giugno ha cambiato spesso sistema di gioco, dimostrando di non avere ancora chiara la mappatura della squadra.

Questa è la nuova formazione, quella che ha perso 0-2 con il Ghana alla prima del nuovo tecnico: Honda è tornato magicamente tra i titolari, alterna la sua posizione con Kagawa.

La fotografia di tutto sul profilo Twitter di Honda, che subito dopo l’esonero del bosniaco aveva rilasciato un tweet poco diplomatico: “Meglio tardi che mai”. 

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