Icardi e i suoi fratelli: Russia 2018, la Top 11 degli esclusi

Le scelte sono fatte: i nomi dei 736 convocati per i Mondiali di Russia 2018 sono ufficiali, al netto di infortuni o forfait dell’ultimissima ora (vedi alle voci Fabra e Lanzini, assenti forzati per Colombia e Argentina). Oltre all’Italia e all’Olanda, nazionali che non hanno conquistato il pass per Mosca, ci saranno tanti papabili attori protagonisti costretti a restare ai box. Esclusi per scelta tecnica, per abbondanza di concorrenza, attriti più o meno nascosti con compagni di squadra e commissari tecnici: una pattuglia guidata dalle reti di Mauro Icardi e Alvaro Morata, che se messa insieme sarebbe in grado di approdare nelle fasi finali della prossima Coppa del Mondo.

MORATA-BENZEMA-ICARDI: TRIO DI BOMBER ESCLUSI

La Spagna è la rappresentativa con il maggior numero di esclusi di qualità. Un’abbondanza che ha come epicentro la classe di Alvaro Morata: all’attaccante cresciuto nel Real Madrid non sono bastati 15 centri tra Premier League e coppe con il Chelsea di Antonio Conte per conquistare la chiamata del Ct Lopetegui, che gli ha preferito la forza esplosiva di Diego Costa al centro dell’attacco delle Furie Rosse. Alvaro risponde esibendo sorrisi sui social con sua moglie Alice e sognando il ritorno in Italia, dove non è un mistero che Juventus e Milan lo seguano sempre con particolare attenzione. Chissà che in bianconero non possa incrociare Mauro Icardi, autentico mattatore di questa prima fase di calciomercato: il capitano dell’Inter è andato a segno 29 volte nella Serie A 2017/2018, ma con la nazionale maggiore dell’Argentina non ha mai conosciuto la gioia del gol. Il ritorno nella Seleccion nello scorso autunno, a 4 anni dall’ultima volta, sembrava avergli riaperto le braccia del commissario tecnico albiceleste Sampaoli. Così non è stato: bomber a casa (e in vacanza con la moglie-procuratrice Wanda Nara) e attacco argentino affidato a Messi, Dybala, Higuain e Aguero.

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Per i tempi dai quali manca in Nazionale, non dovrebbe far notizia. Ma se indossi la maglia numero 9 del Real Madrid, beh, attendersi una tua presenza ai Mondiali è lecito: non se ti chiami Karim Benzema e e nel novembre 2015 sei stato coinvolto nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria riguardante il tuo compagno di rappresentativa Mathieu Valbuena, per la richiesta di 150mila euro per evitare la diffusione di filmati a luci rosse. Da allora le porte della Francia sono chiuse per il centravanti classe 1987: inutili sono state anche le 3 reti realizzate con i blancos tra semifinale di ritorno e finale di Champions . Non gli resta che essere parte di un eccellente tridente di esclusi.

BELGIO SENZA NINJA

Per il suo Ct Roberto Martinez è fuori dai giochi per scelta tattica, legata all’incompatibilità in campo con il talento e il baricentro avanzato comportati dalla contemporanea presenza di Hazard, Romelu Lukaku e Mertens. Per il diretto interessato, invece, l’esclusione dai convocati dei Diavoli Rossi è dipesa solo da fattori comportamentali. Sebbene non faccia “l’educatore”, per sua stessa ammissione. Radja Nainggolan osserverà il Belgio dal divano: la sua mancata convocazione ha rappresentato il caso più discusso dei Mondiali 2018. Dopo un semestre con alti e bassi tra campo (dove non ha spinto la Roma come ci si attendeva) e privato (vedi alla voce video di Capodanno su Instagram), il 30enne di origini indonesiane è rimasto a casa. Nella mediana degli esclusi, l’ex Cagliari darebbe muscoli alla classe di Cesc Fabregas, che ha avuto una sola sfortuna – quella di vestire la maglia della Spagna già occupata da Busquets e Iniesta, per citarne due – e alle immense qualità di Leroy Sané. L’esterno tedesco di origini senegalesi, insostituibile nel City di Guardiola con 50 presenze stagionali, 14 reti e 19 assist, non è stato tra i precettati di Low nella Germania chiamata a difendere il titolo di campione del mondo. La sua velocità mancherà sui campi della Russia.

DIFESA DI QUALITA’

In difesa i rinforzi arrivano da due delle principali candidate al titolo 2018: Brasile e Spagna. La nazionale verdeoro porta in dote i riccioli di David Luiz, rinnegato anche dal Chelsea nella seconda parte di stagione, e la falcata dello juventino Alex Sandro, mentre Bellerin (Arsenal) e Javi Martinez (Bayern Monaco) sarebbero titolari in almeno 25 nazionali su 32, ma alla pari di Fabregas hanno avuto la (s)fortuna di nascere in Spagna. Tra i pali un’altra vittima dell’effetto Neuer in Germania: il recupero del portiere del Bayern Monaco ha comportato un effetto domino, che ha spinto Bernd Leno, guardiano dei pali del Bayer Leverkusen, fuori lista. E non finisce qui: resteranno sul divano anche Callejon, Suso, Emre Can, Sergi Roberto, Martial e Rabiot, tanto per dirne qualcuno. Chissà dove arriverebbe questa nazionale dall’alto tasso di “bomberismo”, con un attacco da 56 gol e dal valore di mercato di 300 milioni, euro più euro meno.

Nazionale “esclusi” (4-3-3): Leno; Bellerin, David Luiz, Javi Martinez, Alex Sandro; Nainggolan, Fabregas, Sanè; Morata, Icardi, Benzema.

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