Davor Suker, la leggenda croata

Chi ha seguito il calcio negli anni novanta, oggi non fa alcuna fatica ad immaginare Davor Suker nelle vesti di presidente della federazione croata. Nessuno, meglio di lui, avrebbe potuto rappresentare al meglio il movimento calcistico di una nazione giovane, anche dal punto di vista sportivo, ma già protagonista di pagine molto importanti. L’anno chiave della carriera di Suker, attaccante forte fisicamente ma anche estremamente prolifico e dotato di grande tecnica, è certamente il 1991: dopo sei stagioni e 74 gol nel campionato jugoslavo, con le maglie di Osijek e Dinamo Zagabria, il bomber ha la grande occasione di misurarsi nel campionato spagnolo quando viene ingaggiato dal Siviglia. Dove, incredibilmente, gioca in coppia con Diego Armando Maradona, ceduto dal Napoli dopo la prima squalifica per doping.

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Suker e Maradona dopo un gol

LA NAZIONALE
Ma il 1991 è anche l’anno in cui la Croazia si proclama stato indipendente. E per Davor Suker, che aveva preso parte alla spedizione jugoslava di Italia 90 senza scendere in campo, inizia una nuova vita. I numeri, che difficilmente mentono, alla fine lo consacreranno come miglior marcatore croato di sempre, con la bellezza di 45 reti in 69 partite. Il punto più alto di questa meravigliosa storia è certamente il campionato del mondo disputato in Francia nel 1998, il primo a 32 squadre, che rappresenta l’esordio assoluto nella rassegna iridata per i biancorossi. Guidati magistralmente da Miroslav Blazevic, “l’allenatore degli allenatori”, i croati possono annoverare tra le proprie fila giocatori di grande talento come Boban, Prosinecki e Stanic. Ma la stella è Davor Suker: con 6 gol, è il capocannoniere del mondiale e trascina i suoi in una cavalcata trionfale che si arresta solo in semifinale, contro la Francia padrona di casa. Non senza rimpianti: i croati passano in vantaggio proprio con Davor, ma si devono piegare ad un’incredibile doppietta di Thuram che ribalta il risultato. Il terzo posto finale, conquistato ai danni dell’Olanda, rimane comunque un’impresa epica per una squadra capace di far sognare un intero paese, ancora dilaniato dalle sofferenze patite in guerra. Suker, in ogni caso, veste la maglia della nazionale croata fino al Mondiale del 2002 in Corea e Giappone.

LE SQUADRE DI CLUB
Archiviata la bella parentesi di Siviglia con 91 centri in 5 campionati, nel 1996 Davor Suker si trasferisce al Real Madrid di Fabio Capello dove, insieme a Raul e Mijatovic, continua a segnare con buona continuità. I successi non tardano ad arrivare: Liga e Supercoppa spagnola al primo tentativo, Champions League (ai danni della Juventus) e Coppa Intercontinentale nella stagione successiva. Ma la concorrenza è tanta e Davor, dopo un lungo corteggiamento, si lascia ingolosire dalla Premier League e nel 1999 accetta la proposta dell’Arsenal. L’esperienza londinese, tuttavia, si rivela abbastanza deludente: Suker realizza “solo” 11 reti e, soprattutto, conosce l’amarezza della sconfitta ai rigori nella finale di Coppa Uefa contro il Galatasaray. Arsene Wenger lo lascia inspiegabilmente in panchina, inserendolo solo alla fine dei supplementari per calciare uno dei penalty. Che Davor, come raramente accaduto in carriera, sbaglia. Il rapporto con l’allenatore si deteriora irrimediabilmente, Suker perde stimoli e brillantezza fisica e da questo momento in poi la sua vita da calciatore conosce un lento e inesorabile declino. Le esperienze con West Ham e Monaco 1860, squadra con cui chiude nel 2003, sono quasi un insulto alle sue enormi qualità.

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La disperazione di Suker dopo il rigore fallito nella finale di Coppa Uefa

LA VITA DOPO IL RITIRO
L’attaccante di Osijek, inserito dalla Fifa nella lista dei 100 migliori calciatori di tutti i tempi, ha investito parte dei suoi guadagni nella costruzione di scuole calcio in Croazia. “Ho sempre sognato di restituire al calcio una parte di ciò che mi ha dato, farò il massimo per lo sviluppo del calcio nel mio paese”. Dal 2012 è presidente della Federcalcio croata e nel 2015, inoltre, è diventato membro del comitato esecutivo dell’Uefa. Insomma, una vita da bomber anche dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Davor Suker, il giocatore croato più forte della storia.

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Davor Suker oggi

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