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Si scrive Shin Tae-yong, si legge genio: come il ct della Corea del Sud vuole confondere la Svezia

Numeri invertiti in amichevole e allenamento per distrarre le spie della Svezia: "Gli europei non riconoscono facilmente i nostri calciatori".

“Sono tutti uguali”. “Come fanno a riconoscersi?”. “Non rischiano di scambiare una persona per un’altra”. Oggetto: luoghi comuni sulla Corea del Sud e sui volti dei coreani. Tema: avvicinarsi all’esordio nella Coppa del Mondo 2018 con il sorriso. Svolgimento: mischiare le carte in allenamento per confondere le idee agli avversari. Una delle storie più geniali dei Mondiali di Russia arriva dalla fervida mente di Shin Tae-yong, commissario tecnico della Corea del Sud attesa oggi pomeriggio (ore 14), lunedì 18 giugno, dalla prima partita del suo Mondiale.

CI PRENDETE IN GIRO? NOI RISPONDIAMO COSI’

Non l’ha mai detto davanti a microfoni e telecamere, ma con ogni probabilità Shin Tae-yong lo ha pensato. Già, perché di dicerie e frasi dette per convenzione su occhi a mandorla e somiglianze difficili da distinguere per chi è nato in Corea del Sud, il mondo ne è pieno. Così il ct ha pensato di far giocare a proprio favore questo fattore per sviare le spie appostate sulle tribune di allenamento: a inviarle la Svezia, prima avversaria dei coreani nel girone F oggi pomeriggio a Nizhny Novgorod. Come? Invertendo in ogni allenamento i numeri di maglia dei propri calciatori. Un modo per rispondere anche alle voci sul capo degli osservatori svedesi, Lasse Jacobson, accusato di aver affittato nei mesi scorsi un appartamento a Leogang, a pochi chilometri da Salisburgo, proprio per poter accompagnare da vicino la preparazione dei coreani.

https://www.youtube.com/watch?v=9QiyJiKrQzU

CHE COS’È IL GENIO?

È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione. Se il Perozzi, uno dei protagonisti di Amici Miei, avesse incrociato Shin Tae-yong avrebbe dovuto aggiornare la propria definizione. Aggiungendo una qualità alla connotazione di “genio”: l’imprevedibilità, unita a un discreto grado di audacia. Quella dimostrata dal ct della Corea del Sud davanti a microfoni e telecamere, dove ha candidamente ammesso la propria scelta: “Fortunatamente, non tutti i miei giocatori giocano in Europa e per questo non sono facilmente riconoscibili. Nelle amichevoli giocate contro Bosnia, Bolivia e Senegal ho appositamente cambiato i numeri di maglia a quasi tutti i miei giocatori in maniera tale da depistare gli avversari della Svezia. Ho deciso di farlo per non dare punti di riferimento agli avversari, che in maniera abbastanza scorretta si sono presentati a vedere i nostri allenamenti anche quando erano a porte chiuse”. Polemica che già era arrivata alle porte del ritiro scandinavo, tanto che il tecnico svedese Andersson aveva anche deciso di scusarsi dopo che uno dei suoi emissari era stato pizzicato all’allenamento a porte chiuse dei coreani di lunedì scorso.

SON E I SUOI FRATELLI…GEMELLI

Una strategia quantomeno originale, quella architettata dal commissario tecnico sudcoreano. In effetti, scorrendo i nomi della rosa ed evadendo il risiko di consonanti e suoni inediti incluso nella lettura della probabile formazione dei “The Reds”, l’unico nome che balza subito all’occhio è quello di Heung-min Son, attaccante 25enne del Tottenham e autore di 12 reti nell’ultima Premier League. Vi sfidiamo però a distinguere Hyun-soo da Lee Yong e Jae-sung da Se-jong, tanto per citare quattro dei convocati che militano in patria o in Giappone. Combattere lo spionaggio o la pretattica non è mai stato così semplice: basta invertire i numeri di maglia e il gioco è fatto, se ti chiami Shin Tae-yong e di professione fai il selezionatore della Corea del Sud. Che sogna di confondere la Svezia e guadagnare un posto al sole nel girone F, aperto già dalla sorprendente vittoria del Messico sui campioni in carica della Germania.

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