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Storie Mondiali

Tra capocciate e colpi di testa: storie Mundial di Rafa Marquez

Le partite più significative del difensore messicano ai Mondiali: cinque Coppe, a segno in tre edizioni di fila, quattro eliminazioni agli ottavi e un paio di errori da cancellare.

Rafael Marquez Alvarez, el nuevo “Cinco Copas”, 39 anni, una vita da difensore bomber. In Asia, in Europa, in Africa, in Sudamerica, quattro continenti a sfondo Mundial: il secondo messicano a giocare cinque volte la Coppa del Mondo (dopo il portiere Carbajal), il quarto giocatore nel globo (se includiamo Buffon).

Il debutto con la Nazionale per El Kaiser de Michoacan, si narra, non fu da favola: per la sfida con l’Ecuador, il ct Milutinovic lo scambiò con un altro Marquez e lo convocò. Un rapporto che non finirà più.

2002: IL DEBUTTO

In Corea e Giappone, Marquez debutta da capitano in un Mondiale. Incrocia per la prima e ultima volta l’Italia. È ancora la nazionale di Jorge Campos e Cuauhtémoc Blanco, ma segna Jared Borgetti, Del Piero pareggia a cinque minuti dalla fine. Negli ottavi inizia una vera e propria maledizione che accompagnerà il Messico per oltre un decennio: passano gli Stati Uniti e Marquez viene espulso a 2 minuti dalla fine. Calcione e capocciata a Cobi Jones resteranno nella storia, ma addio Mundial (per il momento).

2006: IL PRINCIPE DI BARCELLONA

Nonostante un girone eliminatorio senza troppe glorie, il Messico approda agli ottavi e si ritrova l’Argentina in un derby sudamericano caldissimo. Lo apre El Gran Capitan, Marquez, in quell’anno leader della difesa del Barcellona, in quell’anno era el principe. Al 6’ il marchio di fabbrica: punizione dalla destra, spizzata di testa e scivolata di Marquez a punire Abbondanzieri. Il pareggio di Crespo e il 2-1 di Rodriguez al 98’ cancelleranno il sogno del Tri di andare avanti in Germania.

2010: ANCORA L’ARGENTINA

In Sudafrica, il Messico apre i Mondiali sfidando i Bafana Bafana. I Tricolores dominano, poi vanno sotto a metà partita e soffrono. Tocca al capitano spegnere la festa di Tshabalala, degli 85mila del Soccer City di Johannesburg e zittire tutte le vuvuzelas: stop e destro all’angolino alto a 10 minuti dalla fine. Gol che sarà decisivo per il passaggio del turno in un mondiale, quello del 2010, che Marquez affronta con il pensiero del trasferimento ai New York Red Bulls e che chiude con l’eliminazione agli ottavi ancora per mano (e piedi) di Leo Messi e dei suoi fratelli.

2014: MALEDIZIONE ROBBEN

Il Messico domina le prime due partite del girone. La terza la timbra Rafa di capoccia: gol del vantaggio sulla Croazia con El Tri che poi dilaga e acchiappa la qualificazione. Per Marquez anche il record di segnare da difensore in tre edizioni consecutive. Agli ottavi, però, è ancora disastro: 1-1 a pochi minuti dalla fine, quando proprio Marquez, dopo una fase a gironi impeccabile, commette l’errore più pesante della carriera, stendendo in area Robben. A pochi minuti dai supplementari. Gol di Huntelaar su rigore e Messico ancora fuori.

2018: UNA NUOVA STORIA

L’errore di Fortaleza sembrava chiudere la carriera mondiale di Marquez. E, invece, storia recente: a Mosca, è ancora fascia di capitano, è ancora impresa con il Messico. Alla caps numero 143 con El Tricolor, lui è il nuovo uomo delle Cinque Coppe.

Numero 4 sul petto e sul cuore. Finora 4 presenze ad ogni Mondiale. Il sogno di andare oltre gli ottavi. Tra capocciate e colpi di testa, El Kaiser de Michoacan ci riprova.

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