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Ora sì che Son guai. Soldato per 100 euro al mese…

La carriera di Son è fortemente a rischio. La leva militare obbligatoria incombe su di lui e le chance per evitare uno stop di quasi 2 anni sono sempre meno...

Ha pianto come un bambino Son Heung-Min al termine della gara persa per 2 a 1 con il Messico. Partita chiusa da un suo straordinario seppur inutile gol. Ha pianto, ovviamente, perché il triplice fischio sanciva la quasi certa fine dell’avventura mondiale della Corea del Sud (dovranno ora battere la Germania e sperare in un successo del Messico sulla Svezia). Ma ha pianto così, disperatamente e senza controllo, soprattutto perché il suo futuro ora è davvero a rischio.

Nell’immagine l’attaccante del Tottenham si scioglie in lacrime di fronte al presidente sudcoreano Moon Jae-in, in visita alla squadra negli spogliatoi dove ha reso omaggio ai giocatori per l’impegno comunque dimostrato. Ed è forse proprio a lui che Son voleva mostrare la propria frustrazione. Perché in molti credono che solo un suo intervento possa esimere il giocatore dagli impegni militari con il Paese.

In Corea del Sud la leva militare è infatti obbligatoria e deve essere svolta entro il compimento del 28esimo anno di età. La sua durata poi è particolarmente importante. Son dovrebbe lasciare il Tottenham per 21 mesi, potendo nel frattempo giocare solo per lo Sangjue Sangmu, la squadra dell’esercito, passando dagli oltre 300mila euro mensili percepiti in Inghilterra ai 100 previsti per i militari di leva sudcoreani.

Ma Son non è un buon giocatore. A 25 anni sembra possedere tutte le caratteristiche per imporsi nel grande calcio europeo come un vero e proprio campione. Uno stop del genere sancirebbe invece la sicura fine del suo percorso di crescita, e la perdita per la stessa Nazionale di una potenziale star.

Per questo si cerca una via d’uscita. In passato i calciatori della Nazionale poterono godere di un fortissimo sconto sull’impegno militare per i risultati conseguiti. Quelli della Nazionale che nel 2002 raggiunse le semifinali al Mondiale casalingo furono costretti a servire il Paese per un tempo ridotto a 4 settimane. Ben diverso da ciò che aspetterebbe Son.

Nel 2014 gli sconti furono invece accordati per i protagonisti della vittoria nei Giochi Asiatici, ma in quell’occasione l’attaccante non ricevette dal Bayer Leverkusen, al tempo sua squadra, il permesso per partecipare non trattandosi di una competizione ufficiale della FIFA.

Ora il Tottenham dovrà far bene i suoi conti. Ad agosto saranno nuovamente in programma i Giochi Asiatici in Indonesia. Una partecipazione di Son coronata dal successo della Nazionale potrebbe arginare il problema. Altrimenti bisognerà attendere la Coppa d’Asia di gennaio, ma le opportunità per ottenere uno sconto diventano sempre meno.

Messi giocherà pure sotto una grande pressione. Il povero Son però rischia decisamente di più.

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