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Storie Mondiali

Nigeria-Argentina: da Diego a Messi, da Batigol a Musa

Immaginate lo scenario: io tifoso napoletano, Maradona un mito, il pallone degli anni Novanta e primi Duemila quando tu sei ragazzino e le emozioni ti colpiscono più forte, uno sport da bomber veri, una passione dichiarata per il calcio africano e nata con il Camerun a Mondiali del 1990 in Italia, i Mondiali stessi che sono ogni volta, ogni quattro anni, una storia diversa fatta di tante storie. Avete presente gli ingredienti? Miscelateli con aneddoti, calendari e risultati e tutto quello che ne verrà fuori sarà Nigeria-Argentina. Un lungo filo rosso da Maradona a Messi. Da Okocha a Musa.

Perché a sua volta la sfida tra l’Albiceleste e le Super Aquile è ormai entrata nella storia dei Mondiali con tanti incroci e ogni volta uno scenario diverso. Ben quattro volte nelle ultime sei edizioni con una piccola finestra sulle Olimpiadi del 1996 ad Atlanta. Oggi si sfideranno ancora: la classe e la garra argentina contro la forza nigeriana di una delle prime e più note scuole del calcio africano.

Finora ha sempre vinto l’Argentina: ed è quello che Messi e compagni si augurano succeda ancora.

 

1994, mano a mano con El Pibe

La sfida tra i 10, il redivivo Diego Armando Maradona contro il giocoliere Jay Jay Okocha, la decide la doppietta del figlio del vento biondo, Claudio Caniggia. Ma soprattutto la gioia degli argentini la spezza quella inconsapevole infermiera con una grande croce verde sulle spalle che va a prendere, mano nella mano, El Pibe e lo accompagna in sala antidoping.

Diego era tornato ad incantare il mondo dopo la prima squalifica di 15 mesi del 1991. Diego tornò a casa dopo che nelle sue urine furono ritrovati dimagranti.

L’Argentina andrà avanti fino ai quarti, cancellati, neanche a dirlo, da Hagi, il Maradona dei Carpazi.

La Nigeria fa lo stesso: ma questa storia la conosciamo e la firma Robertobaggio.

2002, la rivincita del Re Leone

La sfida del 2002 la decide Gabriel Omar Batistuta, il Re Leone, il secondo top scorer della storia della nazionale argentina. Secondo solo, guarda caso, a Messi: 64 contro 54 marcature. La Pulce ha 125 caps, Batistuta solo 77.

Quella del 2002 è una sfida che vale la rivincita della finale olimpica del  1996 quando l’oro andò alla Nigeria. In campo poco più di una decina dei protagonisti sono gli stessi. Ma è una sfida che serve solo alla rivincita argentina e poco altro: entrambe le nazionali vanno a casa già al primo turno.

 

 

2010, il ritorno del Dios

In Sudafrica è ancora scontro diretto tra Argentina e Nigeria. Questa volta i verdi giocano “in casa”, ma il risultato sarà lo stesso: sempre per i sudamericani, sempre 1-0.

Ma il 2010 è di nuovo il Mondiale di Maradona: sedici anni prima, un sabato di giugno, Diego uscì dal campo a Foxborough dopo la vittoria per 2-1 sulla Nigeria con un test antidoping che sembrava aver chiuso definitivamente il suo straordinario e tumultuoso rapporto con il Mondiale. Sedici anni dopo, invece, ci ritorna, più vecchio e da allenatore. La vittoria la firma un difensore, Gabriel Heinze. Dopo aver battuto le Super Eagles, Maradona sfida anche la Grecia, la stessa Nazionale a cui segnò il gol memorabile con tanto di urlo nel 1994.

L’Argentina arriverà ancora ai quarti, battuta poi dalla Germania.  La Nigeria va a casa subito.

2014, l’ultima firma di Messi

Come un filo conduttore. Dal dieci di Maradona al dieci di Messi. Perché l’eterno confronto apre anche questo capitolo. C’è ancora la Nigeria davanti all’Albiceleste e la sfida è ancora discretamente decisiva: vincono i sudamericani. E anche qui la cabala si diverte.

Nel 3-2 finale che porta l’Argentina al primo posto e che costringe la Nigeria a passare da seconda c’è la doppietta di Messi (e saranno gli ultimi due gol della Pulce in una Coppa del Mondo), ma c’è anche la doppietta di Musa (che si è ripetuto qualche giorno fa contro l’Islanda nell’edizione 2018 salvando di fatto i sudamericani da una situazione che sarebbe stata molto più complicata). Il primo con la voglia di sbloccarsi dopo 6 partite, il secondo con la voglia di continuare.

Maradona contro Okocha, Kanu contro Batistuta, Heinze contro Enyeama, Musa contro Messi.

Come sempre il calcio, per l’Argentina, è un filo che va da Diego a Leo.

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