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Bomber Story

Carlos Valderrama, icona del calcio colombiano

Il miglior calciatore colombiano di sempre, ma anche uno straordinario personaggio la cui popolarità è rimasta intatta nel tempo. Carlos Valderrama è un autentico mito: look inconfondibile, classe cristallina, leadership naturale

Leggenda, mito, icona del calcio colombiano. Ognuna di questa definizioni calza a pennello per Carlos Valderrama che, senza ombra di dubbio, è stato molto più di un semplice calciatore. Anche perchè, se guardiamo il suo scarno palmares, le vittorie sono davvero poche al cospetto dell’enorme popolarità.  Nato nel 1961 a Santa Marta, in quel nord della Colombia che si affaccia sul Mar dei Caraibi, il piccolo Carlos mostra le sue enormi qualità tecniche ed esordisce presto nell’Union Magdalena, la squadra della sua città. Le luci della ribalta arrivano solo nel 1985 quando Valderrama esplode nel Deportivo Cali e debutta in nazionale in una sfortunata trasferta ad Asuncion contro il Paraguay. Per tutti, da questo momento in poi viene soprannominato “El Pibe“.

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Carlos Valderrama con la maglia del Deportivo Cali nel 1985

Il look è inconfondibile, con i baffi e quella folta chioma bionda e riccioluta che lo rende subito un personaggio popolare e imitato anche al di fuori dei confini colombiani. Il modo di giocare è meraviglioso, controcorrente, figlio di un calcio romantico che non c’è più. Dotato di una leadership naturale anche al di fuori del rettangolo di gioco, sorride e dice sempre “todo bien, todo bien“. In campo ha un ruolo indefinibile secondo i canoni attuali, una sorta di trequartista che detta i tempi della squadra. Lento, indolente nella fase difensiva e quasi incapace di colpire di testa, ma con un repertorio straordinario di dribbling, tocchi felpati, passaggi smarcanti e colpi di genio sempre dietro l’angolo, tra lunghe e inevitabili pause. Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, autore del celebre libro “Splendori e miserie del gioco del calcio”, disse di Valderrama che “aveva i piedi storti, ma gli servivano per nascondere il pallone agli avversari“. Cesar Luis Menotti, ct dell’Argentina campione del mondo nel 1978, lo definì “un giocatore di grande intelligenza, conosce la posizione dei suoi compagni senza guardarli e dà loro la palla come se fosse la mano”.

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Carlos Valderrama giocò per 4 anni in Europa con il Montpellier e il Valladolid

Nel 1988, in un’amichevole pareggiata dai cafeteros a Wembley contro l’Inghilterra, Carlos Valderrama sfodera una prestazione scintillante e viene ingaggiato in Ligue 1 dal Montpellier. L’esperienza francese, durata 3 anni, non si rivela esaltante: troppo diversi i ritmi del calcio europeo rispetto ai tempi compassati del Pibe, che trova comunque il modo di vincere una Coppa di Francia. Le difficoltà fisiche, confermate nell’unica stagione disputata in Liga con il Valladolid, lo costringeranno a tornare ben presto nel campionato colombiano. L’enorme popolarità internazionale di Carlos Valderrama, comunque, arriva durante le “Notti Magiche“. La sua Nazionale, che annovera anche un altro personaggio istrionico come Renè Higuita, si ferma agli ottavi di finale contro il Camerun di Roger Milla ma lascia in tutti un ricordo indelebile. El Pibe è l’architetto della squadra, un autentico trascinatore che delizia il pubblico di Italia 90 con giocate sopraffine, quasi da funambolo. Il gol non è un ossessione per Carlos Valderrama, che preferisce mandare in rete i compagni.

Nel 1994 la Colombia è una delle favorite per la vittoria nel Mondiale. Nelle qualificazioni, ha strapazzato l’Argentina a Buenos Aires per 0-5 con un partidazo che, da quelle parti, ricordano ancora con angoscia. A febbraio, durante un’amichevole contro la Svezia, Valderrama subisce un grave infortunio al ginocchio che ne mette in forte dubbio la partecipazione. Recupera in extremis, ma la sua condizione fisica è precaria e la squadra ne risente: clamorosa eliminazione al primo turno e ritorno in patria tra le polemiche. Ma il peggio viene poco più tardi: il 2 luglio Andres Escobar, difensore dei cafeteros, viene assassinato dalla malavita colombiana. La sua “colpa” è di aver siglato uno sfortunato autogol nella sconfitta contro gli Stati Uniti. Carlos Valderrama è sconvolto, Escobar era un suo grande amico e medita di lasciare per sempre la Nazionale. È il peggior momento della carriera, ma El Pibe trova la forza di rialzarsi. A 37 anni, ai Mondiali di Francia 1998, è in campo per l’ultima volta con la maglia della Colombia. Chiude con 111 presenze, 11 gol e un numero infinito di assist, magie e giocate da fuoriclasse.

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26 giugno 1998, Mondiali di Francia: contro l’Inghilterra Valderrama gioca la sua ultima partita in Nazionale

Trasferitosi nella Major League Soccer, Valderrama continua a giocare e divertirsi fino al 2003. Ma la sua fama rimane intatta anche quando decide di appendere gli scarpini al chiodo. È impossibile raccontare in poche righe la sua turbolenta vita privata, che annovera sei figli naturali e qualcuno presunto, frutto di numerose relazioni extraconiugali. Ma anche problemi con la giustizia, per non farsi mancare nulla: 4 giorni di carcere nel terribile Panopticon, in compagnia di efferati criminali, per aver aggredito un agente. E persino una laurea honoris causa ricevuta dall’Università di Magdalena. Raccontiamo un episodio su tutti: nel novembre 2007, quando ricopre il ruolo di direttore tecnico dell’Atletico Junior, sventola una banconota in faccia all’arbitro Carlos Ruiz per protestare contro la concessione di un calcio di rigore. Risultato: una rissa senza precedenti, in campo e sugli spalti.

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Carlos Valderrama accusa l’arbitro Ruiz di corruzione

Il resto è storia recentissima. Durante le gare disputate dalla sua amata Colombia al Mondiale di Russia 2018, viene inquadrato continuamente dalle telecamere di tutto il mondo. Nessuno lo ha dimenticato, tutti vogliono bene a Carlos Valderrama. Come si fa a non amare un personaggio così? Il più grande giocatore colombiano di tutti i tempi è, ancora oggi, un idolo in ogni angolo del pianeta. Gracias por todo, El Pibe.

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Carlos Valderrama e Renè Higuita esultano per un gol della Colombia

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