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Ciao Mario, insta Borriello e gli altri “al mare”

Joao Mario separato dall'Inter, Borriello lontano dalla Spal, Conte "allontanato" dal Chelsea. Piccola guida a tutti quelli che una volta erano "fuori rosa", oggi sono ai margini del progetto tecnico.

Un’estate al mare. Un’estate italiana. Non sono solo i tormentoni musicali di luglio e agosto a parlare di mesi trascorsi in riva al mare, in località turistiche o al fresco di resort di lusso. E neppure le settimane a Formentera già tirate in ballo per i nazionali italiani.

A parlare di mare, estate e vacanze (a volte forzate) sono anche le prime cronache calcistiche. Quelle dei ritiri pre-campionato delle squadre di serie A. Da una parte chi fatica e suda in montagna, dall’altra gli esclusi, quelli fuori dai progetti tecnici, quelli in esubero, quelli che stanno lì solo perché legati da un contratto. I non convocati, in attesa di cessione, in attesa di occasioni di mercato. Nella migliore delle ipotesi in attesa di risoluzione.In principio fu Cassano, poi arrivò l’era Lotito.

Conte ad interim per qualche giorno al Chelsea, i fuori rosa di una volta, quelli che sono andati al Mondiale e forse non li rivedremo più: piccola guida ai casi più eclatanti.

Il bomber per eccellenza

È il caso di Marco Borriello che una settimana fa ha firmato la risoluzione anticipata del contratto con la Spal. Fuori dai convocati e fuori dal progetto della società ferrarese (da diversi mesi), il bomber dei bomber si consola postando foto sul profilo Instagram: “La libertà di poter scegliere è un lusso dei Grandi! #testaaltasempre”. In attesa della chiamata di Genoa, Empoli, Parma e, notizia di ieri, Frosinone.
Laziali che nel frattempo hanno contattato anche Alberto Aquilani, scadenza di contratto con il Las Palmas al 2019, ma verso la separazione con gli spagnoli dopo la retrocessione.
Tecnicamente quindi il centravanti classe 1982 ex Cagliari e Spal non è un escluso. Ma come stanno bene assieme le parole Borriello mare e calciomercato?

Quasi 80 milioni al parcheggio

Già a giugno era stato chiaro: “La Serie A non mi piace, all’Inter non ci torno. E non andrei nemmeno alla Juve”. Dopo i 44 milioni del 2016 allo Sporting Lisbona e dopo l’esperienza al West Ham, a Joao Mario l’idea di tornare in Italia proprio non piaceva. E, infatti, non è tornato. Andrà al Wolverhampton, neopromosso in Premier League, che intanto lo cerca con decisione. Lì troverebbe una vera e propria colonia portoghese (sono già sette i lusitani tesserati per i Wolves). Ciao Mario, scrivono gli interisti felici.

Un po’ meno felice, invece, era stato Gabigol lo scorso anno. Gli era toccata la stessa sorte: al mare, escluso dal ritiro. Dopo i disastri all’Inter e al Benfica, il classe 1996, arrivato pure lui in nerazzurro due anni fa per la bellezza di 33 milioni di euro, è tornato a segnare al Santos. “Voglio una rivincita con l’Inter. Tornerei, ma per giocare” aveva dichiarato ad aprile. Richiesta, naturalmente, caduta nel vuoto.

 

Traffico su via Emilia e via Latina

Al Sassuolo del nuovo tecnico De Zerbi il caso più numeroso della serie A: a casa, ad allenarsi a parte, sono rimasti in cinque. Fontanesi e Sbrissa con la prospettiva dei prestiti in serie B o Lega Pro e Ragusa, Trotta e Ricci, calciatori con tante stagioni di serie A alle spalle. Neroverdi che hanno accolto, tra l’altro, Boateng.

Tre ancora in vacanza anche per il Frosinone: dell’elenco dei convocati per il ritiro non fanno parte Frara, Zappino e Crivello.

I problemi delle “grandi”

Il difensore brasiliano Castan è lontano dalla Roma. Dopo una discreta mezza stagione al Cagliari, lo cercano dall’Italia e dalla Turchia. Capitolo verdeoro a Trigoria: chissà se rivedremo mai Alisson, diretto verso Liverpool o Londra sponda Chelsea.

A Dimaro, casa estiva del Napoli, finalmente si è visto Amin Younes, il tedesco arrivato già nella sessione invernale, poi tornato segretamente in Olanda e ora in Italia (anche se rotto). Forse lo rivedremo a gennaio. È arrivato anche l’attaccante brasiliano Vinicius Morais. Non il francese Zinedine Machach, preso a gennaio perché tutti dicevano “no” ad Adl e fattosi notare più per le imprese extracalcistiche che sul campo (andrà al Carpi). Ufficialmente infortunati alla Lazio Patric e Lukaku. Non ne sappiamo di più. Così come grigio è il futuro di Milinkovic-Savic, convocato ma chissà se i biancazzurri lo vedranno più (al pari di Pjaca alla Juventus e Bacca al Milan).

 

Fuori per… doping

A Cagliari, non c’è dopo tanti anni il fantasista Andrea Cossu. Il Cagliari lo aveva già svincolato nel 2015: dopo l’esperienza ad Olbia in serie D e il ritorno (il terzo) nel capoluogo sardo nella passata stagione, estate in vacanza anche per lui. Cossu è uno di quei calciatori che ti sorprendi di vedere ogni anno nei listoni delle aste del fantacalcio. Ecco, a fine agosto, quest’anno forse non ci sarà davvero.

Caso curioso a Cagliari: non c’è Joao Pedro, squalificato per doping. C’è, invece, Darijo Srna (pure lui fermato per squalifica per lo stesso motivo). La differenza è che al brasiliano mancano più di due mesi (torna a metà settembre), il fermo per il croato è fino al 23 agosto.

Addio Genova, addio Italia

Nel ritiro della Sampdoria, spiccano due assenze dai convocati: quella del difensore centrale Matias Silvestre e del centrocampista argentino Ricky Alvarez. Un vero e proprio taglio per due giocatori “storici” per il nostro calcio.

Il difensore ex Catania, Palermo, Inter e Milan ha giocato quasi 300 partite in serie A dal gennaio 2008 ad oggi. Il fantasista ex Inter ha disputato oltre 130 partite in cinque anni. Lo descrivevano come il nuovo Kakà, si ispirava a Zidane, a 30 anni andrà a giocare in Messico all’Atlas.

 

I senza contratto

Poi ci sono quelli senza una squadra, più o meno ambiti, più o meno dimenticati. I “senza contratto” in attesa di un contratto e in attesa di occuparsi le vacanze. Milan Badelj ex della Fiorentina, Luca Rigoni e Pepito Rossi ex del Genoa, Alessio Cerci ex del Verona sono i casi più eclatanti in Italia. Patrice Evra (attivissimo sui social), Ben Arfa e Yayà Tourè (che ai Mondiali sono andati da cronisti) e Bernard, quelli più noti in Europa e nel mondo.

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