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Abbiamo perso la Bari

La cosa strana è che non ne ha parlato quasi nessuno, a parte i baresi. Sembra che stavolta il fallimento sia quasi rimasto in una bolla, li vedi disperarsi i tifosi del Bari che ne parlano tra di loro, ancora non ci credono che tutto questo sia parte della realtà: il Bari non sarà nella rosa delle squadre di Serie B, è fallito. Ricomincerà dai dilettanti quasi certamente.
Ma a parte i baresi in molti sembrano essersi dimenticati del Bari. L’esclusione dal campionato dei biancorossi (e del Cesena, insieme erano le tifoserie con più abbonati della B insieme al Foggia) si è ridotta a nota a margine nei titoletti in basso dei principali notiziari sportivi, a ultime pagine di giornali. Ed è un vero peccato, se si pensa che quattro anni fa l’autofallimento a campionato in corso – procedura che permetteva al Bari di mettersi all’asta per trovare nuovi acquirenti, arrivò Paparesta e di fatto l’inizio della fine – aveva portato una sfilza di interesse mediatico senza precedenti.

Ne aveva parlato Sky, e di lì in poi tutti: ne parlavano giornali di tutto il mondo, i vip si scatenavano con l’hashtag #compratelabari, da Zalone a Rocco Siffredi, ma davvero chiunque stava facendo di tutto per far sì che questa squadra con una tifoseria che bloccava una stazione solo per ringraziare i giocatori dopo una semplice vittoria in trasferta riuscisse a salvarsi. Quella storia lì era andata a lieto fine con tante belle promesse di progetti pluriennali, piani sportivi e paroloni che invece son diventati inaspettatamente sinonimi di cattive gestioni e fallimenti. Il Bari di Paparesta è durato due anni, il tempo di mancare la Serie A due volte e rischiare che i biancorossi sparissero di nuovo. Poi la pezza messa da Giancaspro, che in altri due anni ha fatto di tutto per perdere il credito guadagnato, portando in prima persona il club al fallimento dopo mesi di bugie e silenzi alla piazza.
Ma oggi il Bari se ne va per davvero: dopo aver rischiato la scomparsa per due volte, alla terza ce l’ha fatta. Sparisce il calcio professionistico, ma non sparisce la storia: quella di Catuzzi, quella di Igor Protti, quella di Cassano che all’esordio manda nel panico la difesa dell’Inter, quella del Bari di Conte e poi di Ventura. Anche quella del calcioscommesse, ma soprattutto dei ragazzi che hanno ripulito l’immagine del club nel 2014: senza prendere uno stipendio avevano rincorso la Serie A partendo dal quintultimo posto e rimontando in tre mesi più di dieci posizioni. La sconfitta amara ai play-off ha dato origine a un film, Una meravigliosa stagione fallimentare, che ha vinto premi in tutto il mondo. Basta guardare quello per capire quanto questa tifoseria non meriti una fine tanto brutale. Guardatelo per piangere un po’ insieme al Bari e ricordarvi chi sta scivolando via dalla  cartina geografica del nostro calcio.

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