Tutti amano N’golo Kanté. Il sorriso timido e buono del calcio

In questo momento c’è al mondo un calciatore che è impossibile non amare. Non parliamo di Cristiano Ronaldo, Messi, Neymar, e neppure dell’astro nascente Mbappé. Giocatori straordinari, che nutrono però una più o meno diffusa schiera di critici.

No, il calciatore più amato del mondo è N’golo Kanté. E in effetti, a conti fatti, si può anche capire il perché. Il sorriso apertissimo e sempre presente sul volto del centrocampista del Chelsea ha conquistato tutti. Sorriso che scompare solo quando si tratta di arare letteralmente campo e avversari dal primo all’ultimo istante di ogni gara, quale essa sia.

Era lui il segreto nemmeno troppo velato del Leicester dei miracoli di Ranieri, il perno sul quale ruotavano le fortune dei primi Blues di Conte, e la chiave del centrocampo francese che ha dominato l’ultimo Mondiale.

E poi ritmo, verticalizzazioni, palloni rubati e recuperi a perdifiato da applausi. Ma, come dicevamo, anche se il Kanté sul campo è da continua e prolungata standing ovation, è il ragazzo ad aver trasversalmente conquistato il cuore di tutti. A cominciare dalla sua storia di rivalsa.

Sin da piccolissimo N’golo si guadagnava da vivere raccogliendo rifiuti per le strade di Parigi cercando di tramutarli, vendendoli a piccole realtà impegnate nel riciclaggio, in qualche soldo per la famiglia. E nelle ore successive alla finale di Parigi del 1998, a 7 anni, si buttava con la stessa tenacia di oggi su tutto quello che ricopriva le principali arterie della capitale francese in seguito alla faraonica festa per il primo titolo mondiale.

La sua prima vera squadra è il Boulogne, dove entra nel settore giovanile solo a 19 anni. Da lì, però, la sua scalata al grande calcio sarà rapidissima e inesorabile. Gioca due anni col Caen, con il quale ottiene la promozione in Ligue 1, prima di essere notato e messo sotto contratto dal Leicester. Con le Foxes gioca solo un anno, ma è quello della leggenda. Arriva secondo all’Europeo del 2016, passa al Chelsea nella stessa estate e il resto è cronaca.

La cronaca di un giovane uomo di origine maliana umile, gentile e riservato. Un “piccoletto” che sprigiona una forza fisica, e soprattutto d’animo, senza paragoni. Ha fatto il giro del mondo nelle ultime ore l’episodio legato alla “foto con la Coppa”. Con il trofeo che transitava impazzito dopo la premiazione tra le mani dei calciatori francesi per le foto di rito, ma non finiva mai in quelle di Kanté, troppo timido per rivendicarlo. Almeno fino all’intervento di N’Zonzi, che accortosi del compagno un po’ impacciato, immediatamente lo requisiva e consegnava al nostro eroe per le foto di rito.

E poi all’Eliseo, in visita ufficiale, la consacrazione definitiva. Paul Pogba, che si distingue per l’esuberanza incontrollabile, ruba la scena a tutti. Almeno fino a quando comincia a intonare un simpatico coro, adattamento di una famosa canzone francese. “N’golo Kanté palala-lala, è piccolo, è gentile, ha fermato Leo Messi…”

E sul faccione dell’imbarazzatissimo Kanté si apre subito un mega sorriso. Ti si ama N’golo.

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