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STORIE INCREDIBILI – Toldo nel 2000 la gara perfetta come da profezia

Tutti abbiamo in mente Toldo nel 2000 e i suoi rigori parati a De Boer e a Bosvelt nella semifinale tra Italia e Olanda. In pochi però conoscono la storia della profezia

Il calcio è lo sport più amato al mondo, non solo per i campioni straordinari che hanno calcato i campi di gioco, ma soprattutto per delle storie incredibili. Una di queste riguarda l’ex portiere della Nazionale. Francesco Toldo nel 2000 contro l’Olanda giocò la partita perfetta, ma questo lo sanno tutti. Però in pochi conoscono la storia che c’è dietro quella partita, al limite della fantascienza. Mettetevi comodi perché se non la conoscete, questa storia vi farà venire i brividi.

EURO 2000

La Nazionale che nel 2006 alzò la Coppa del Mondo è figlia di quella del 2000, quando l’allora ct Dino Zoff modellò una squadra giovane, fresca ma piena di talento. Cannavaro, Nesta, Del Piero, Totti avevano tra i 24 e i 26 anni ma l’esperienza dei veterani, capitanati dalla leggenda Paolo Maldini. Tra i pali doveva esserci Buffon, ma un infortunio nell’ultima amichevole pre-europeo lo costrinse a restare a casa. Al suo posto giocò Toldone. L’Italia superò agilmente il girone da prima, ed eliminò la Romania ai quarti con gol di Totti e Inzaghi (anche se tutti ricordano quella partita per il fallaccio di Hagi su Conte). In semifinale c’è la padrona di casa: l’Olanda di Stam, Davids e Kluivert.

LA PROFEZIA NATALIZIA

Prima di raccontarvi quella di partita, dobbiamo necessariamente fare un passo indietro, all’anno 1999. Periodo natalizio, Toldo va a cena fuori con la moglie ed alcuni amici. Tra questi c’è un certo Alberto, è un tipo chiuso, riservato, ma tra i due nasce subito un grande feeling. Alberto è un appassionato di esoterismo (anche se nella vita fa altro) e dopo aver chiesto a Francesco la data di nascita e una serie di date importanti della sua vita, profetizza: “Nel 2000 farai cose importanti. E giocherai da titolare all’Europeo, la numerologia non mente”. Il portiere della Fiorentina esce dal ristorante con in mente le parole dell’uomo. Non riesce a levarsele dalla testa, ma anzi nei mesi successivi i due si sentono sempre più spesso al telefono. Nasce una bell’amicizia e sulla profezia scommettono un caffè, Alberto è sicuro: Toldo giocherà l’Europeo da titolare e si renderà protagonista.

TOLDO NEL 2000 EROE PER UN GIORNO

Dopo l’amichevole con la Norvegia in cui Buffon si frattura la mano, Toldo chiama il suo amico per dirgli che ha vinto la scommessa, ma Alberto precisa: “Guarda che non finisce qui: ci sarà una giornata dove tutti parleranno di te. Non sto scherzando. Facciamo una cosa: ti chiamo quando sarà il momento”. La chiamata arriva il 29 giugno mattina e Alberto rivela: “Tutto combacia, i numeri non mentono. Sei un portiere quindi ci saranno tanti rigori. Ma non avere paura: li prendi tutti oppure sbagliano, ma sarai protagonista”. Ecco quindi Olanda Italia, all’Amsterdam Arena, in uno stadio completamente a tinte orange.

La partita si mette subito in salita per gli Azzurri: prima Zambrotta viene espulso, poi Nesta tira la maglia a Kluivert in area e l’arbitro indica il dischetto. De Boer dagli undici metri si fa ipnotizzare da Toldo che para il primo rigore. Poi nella ripresa altro calcio di rigore per i padroni di casa, ma questa volta è il palo a negare la gioia del gol a Kluivert. Al 90′ il tabellone indica 0 a 0. I supplementari non bastano e si va ai calci di rigore. De Boer la spara centrale e Toldone la para, poi Stam la tira in curva e il portiere alza i pugni al cielo e grida “Alberto, Alberto!”. Poi Totti col cucchiaio e infine ancora Toldo che respinge il rigore di Bosvelt: è finale! Il resto è storia.

CHI È ALBERTO

Il cognome è Ferrarini e se ve lo state chiedendo non è un profeta o un guru indiano. È semplicemente un mental coach veneto, celebre anche per aver “scoperto” e fatto crescere Leonardo Bonucci. “Questo nel giro di qualche anno sarà in nazionale”, diceva di lui ai tempi di Treviso. Anche qui profezia azzeccata. Anche se recentemente i due si sono allontanati per qualche frase poco lusinghiera di Alberto nei confronti del difensore del Milan. Ferrarini ha motivato tanti altri giocatori come Gilardino, De Silvestri e Saponara. Ma la storia legata a Toldo nel 2000 è ormai leggenda.

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