Pogba formato mondiale, adesso si riprende il Manchester (e pensa alla Juve)

Adesso Mourinho lo vuole formato Mondiale e, non lo ammette, ma lo vorrebbe anche Max Allegri.  Paul Pogba esce dalla vittoria di Russia con la consapevolezza di non aver mai smesso di essere un top player, e con una Coppa del Mondo in più, in una bacheca ricchissima per un 25enne.  E col senno di poi, guardando e ammirando il centrocampista completo capace di fare tutto, e farlo bene, della spedizione russa vincente, forse si può anche provare a giustificare quella follia di due estati fa del Manchester United. Quando, un po’ fenomeno e un po’ bimbo prodigio, servirono cento milioni di euro per convincere Marotta a rinunciare per strada a un calciatore importante. Un sacrificio in controtendenza rispetto alla filosofia della Juventus delle ultime due stagioni, delle cifre a sei zeri per Higuain prima e Ronaldo poi.
Pogba andò via con 7 trofei vinti, e adesso, forse nel momento più alto della Juventus degli ultimi 20 anni, potrebbe rappresentare la ciliegina sulla torta di un mercato letteralmente pazzesco. Consacrato da un gol in finale mondiale, nel periodo meno felice della propria carriera. Oscurato sulla scena da un Manchester che, nonostante gli sforzi economici e i nomi altisonanti,  continua a faticare per ritrovare una dimensione internazionale che possa adattarsi alla propria storia. Allora potrebbe ripartire da Paul.
O almeno dal Pogba visto in estate. Capace di ripulire palloni e lanciare, esaltando le doti di Mbappe, in formato Ronaldo il fenomeno. Tornato il calciatore sicuro di sé che in Italia aveva impressionato tutti, ha chiuso la campagna di Russia con una dab con la Coppa. Con l’irriverenza di chi nel finale, involontariamente o chissà, lancia messaggi alla Juventus. Dopo essersi ripreso la scena del protagonista e il tetto del mondo. E guarda avanti, con un mondiale in più, e la consapevolezza che non è necessario essere sempre sotto i riflettori per essere uno dei più grandi. E per Paul è questione di destino.
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