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Le Immagini del VAR? Da quest’anno finiscono sul maxischermo

La tecnologia entra ancor più profondamente nella nostra cultura calcistica. Dal 19 agosto sui maxischermi degli stadi potranno essere diffuse le immagini della partita, comprese quelle del VAR.

Qualcosa del genere succede già da anni sui campi da tennis, dove le immagini dei cosiddetti challenge sono proposte in tempo reale all’attenzione del pubblico. Una forma di trasparenza che ha reso l’innovativo strumento tecnologico immediatamente più digeribile e comprensibile.

In Serie A da quest’anno succederà lo stesso con il VAR, e certamente la “digestione” rischia di essere più complessa. La prima stagione per il video assistant referee è stata tutto sommato positiva. I dubbi principali erano legati a tempi e incertezza. Questa novità, certamente, non influirà sui primi.

Anzi, nello specifico le immagini del VAR potranno essere mostrate solo (ovviamente) a decisione presa e a gioco fermo. D’Altro canto, altrettanto certamente, i tifosi avranno dagli spalti la possibilità di capire qualcosa in più rispetto a ciò che starà accadendo sotto i loro occhi. Lo stadio, però, è anche un ambiente decisamente delicato sul piano dell’ordine pubblico, perciò modalità e tipologia d’immagini che potranno essere trasmesse sono state minuziosamente decise dalla Lega Serie A. Ecco cosa accadrà dal 19 agosto nei nostri stadi:

“Sarà consentita la trasmissione di immagini esclusivamente della gara in corso.

 I filmati non devono includere alcuna immagine che:  

– possa avere un impatto sullo svolgimento del gioco; 
– possa essere ragionevolmente considerata come controversa nella misura in cui è probabile che incoraggi o inciti qualsiasi forma di disordine pubblico; 
– possa mostrare un qualsiasi disordine pubblico, disobbedienza civile e/o materiale offensivo (ad esempio striscioni o cartelli) presente sugli spalti o sul terreno di gioco; 
– possa criticare, compromettere o danneggiare la reputazione, la posizione o l’autorità dell’arbitro, dei calciatori e/o di qualsiasi altra figura presente allo stadio (includendo ogni immagine il cui scopo sia di evidenziare, direttamente o indirettamente, qualsiasi azione di fuorigioco, falli commessi da calciatori, potenziali errori di un ufficiale di gara e/o qualsiasi comportamento che sia contrario ai principi del fair play).
A titolo di ulteriore chiarimento, ferme restando le prescrizioni sopra riportate, potranno essere trasmesse sui maxi schermi dello stadio esclusivamente immagini relative a
– live della gara;
– gol convalidato dall’ufficiale di gara;
– chiara occasione da gol (ad esempio parata, palo o tiro fuori); 
– azione spettacolare; in caso di episodio di “gol/non gol” per il quale sia stato utilizzato il sistema di GLT, immagini e relativa virtualizzazione delle stesse così come trasmesse dalla produzione televisiva, solo dopo che l’arbitro avrà assunto le decisioni del caso e sempre a gioco fermo; 
– in caso di interruzione del gioco disposta dall’arbitro per l’effettuazione di una revisione con l’ausilio del VAR se debitamente segnalata dallo stesso, la scritta “VAR” mostrata sul maxischermo dello stadio, le eventuali immagini così come trasmesse dalla produzione televisiva, solo dopo che l’arbitro avrà assunto le decisioni del caso e sempre a gioco fermo”.
Non potranno invece essere trasmesse azioni controverse per fuorigioco e/o falli. Tutte le immagini potranno essere trasmesse una sola volta e mai in fase rallentata.

Non solo dunque i filmati a testimonianza delle decisioni prese con il VAR, ma immagini ad ampio raggio sulla gara in corso che, come letto, non dovranno comunque dare mai adito a polemiche, sospetti, o peggio tumulti sugli spalti.

Facile a dirsi, meno a farsi (pensiamo al discusso episodio del rosso a Vecino nell’ultimo Inter-Juventus. Decisione presa con il VAR che, se trasmessa all’attenzione di tutto lo stadio, avrebbe forse scatenato reazioni vivaci, per usare un eufemismo).

La speranza è che questo possa rappresentare un ulteriore passo verso un calcio sempre più trasparente e inclusivo. Non tutti sono però completamente persuasi dall’avvento della tecnologia nello sport. E questo sarà senz’altro un nuovo e interessante banco di prova. Non per gli arbitri, ma per tutti.

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