CHE FINE HANNO FATTO – Filippo Boniperti, il peso dell’eredità

Filippo Boniperti – Nel calcio come in qualsiasi altro mondo nel quale conta più apparire che essere (almeno in parte) il fatto di provenire da una famiglia nota o che ha saputo, attraverso un suo membro di rappresentanza, farsi rispettare in quel determinato piccolo universo può rappresentare sia una cosa positiva che negativa. Un vantaggio, certo, almeno sotto alcuni aspetti. A volte, però, il peso dell’eredità è difficile da mantenere. Soprattutto quando tuo nonno ha giocato – con risultati esaltanti – nella Juventus e nella Nazionale italiana. Il percorso calcistico di Filippo Boniperti sembrava essere già tortuoso in principio e, purtroppo, il ragazzo non è mai riuscito a ripercorrere le gesta precedentemente messe in atto dal più famoso Giampiero.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 6: Filippo Boniperti

Il cognome è pesantissimo, abbiamo detto. Forse per questo, sin dalle giovanili della Juventus, tutti si aspettavano da lui un rendimento di alto livello. E in effetti nella Primavera bianconera Filippo Boniperti – ala d’attacco con buona velocità e capace anche di giocare al centro dell’attacco – fa vedere di che pasta è fatto, collezionando 42 presenze e 9 gol negli anni con la Juvenuts nel campionato di categoria, arrivando anche a guadagnarsi nel 2010 i primi gettoni di presenza nella Nazionale Under 19. Il 2010 è anche l’anno dell’esordio con la prima squadra della Juventus: viene infatti lanciato tra i grandi a dicembre dello stesso anno durante la partita di Europa League contro il Manchester City. L’anno successivo (ma nella stessa stagione) arriva anche l’esordio in Serie A, contro il Napoli, nell’ultima gara del campionato bianconero. Boniperti gioca 44′ in cui tutto sommato fa vedere cose discrete. Quella stagione sembra poter essere il trampolino di lancio per il nipote d’arte, che però non riuscirà mai più a imporsi né con la maglia della Juventus che con le casacche di altre squadre. La Juventus inizia a mandarlo in giro in prestito ma purtroppo tutte le avventure del ragazzo si rivelano fallimentari. Prima gioca ad Ascoli ma colleziona solo 8 presenze, poi va al Carpi e le cose sembrano migliorare, con 17 gettoni ufficiali tra campionato e playoff, con anche il ritorno al gol. Purtroppo, però, l’ultimo prestito all’Empoli ne frenerà notevolmente le ambizioni, dato che Boniperti non giocherà nemmeno una partita nell’ambito dei mesi vissuti in Toscana. A quel punto la Juventus, evidentemente non convinta dal giocatore, decide di venderlo a titolo definitivo al Parma, con il portiere Alberto Gallinetta che invece arriva a vestire bianconero.

Boniperti insieme a Manninger e Del Piero durante la presentazione delle maglie della Juventus

Illusione mantovana

L’esperienza ducale, se possibile, sarà ancora più difficile, poiché con il Parma arriveranno solo 2 presenze. Poi altri prestiti, con risultati in verità discreti: dopo un inizio stentato a Crotone, Filippo Boniperti tenta l’avventura all’estero vincendo anche il suo primo e unico trofeo (una coppa di Slovenia) con la maglia del Nova Gorica. Infine, Boniperti vive in prestito al Mantova quella che forse è la stagione migliore della sua carriera da calciatore: nella Serie C 2014/2015, infatti, il ragazzo gioca 26 gare siglando 3 gol e servendo 4 assist ai compagni. Dopo la stagione mantovana Boniperti conta di rilanciarsi partendo dal basso e viene acquistato a titolo definitivo dall’Alessandria. Per il terzo anno di fila riesce anche ad andare in rete ma purtroppo a fine stagione le due parti rescindono il contratto. Il ragazzo tenta dunque il ritorno nell’unico club con cui aveva davvero trovato continuità ma la seconda avventura a Mantova vive colori e sapori decisamente meno soddisfacenti rispetti alla prima, con 11 presenze totali e nessuna giocata decisiva. L’anno scorso Boniperti ha cercato un colpo di reni al Cuneo ma anche in questo caso, dopo poche presenze, è arrivata la rescissione consensuale. Attualmente, a quasi 27 anni, Filippo Boniperti è svincolato ma certamente non troppo “vecchio” per non trovare una squadra disposta a puntare su di lui. Le imprese di nonno Giampiero, però, sembrano lontanissime, così come un ipotetico ritorno alla Juventus. A volte il cognome pesa tantissimo, così come l’eredità che ne può conseguire: Filippo Boniperti deve averlo capito fin troppo bene, in cuor suo.

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