Crespo, Ibra e i Mancini: tutta la bellezza del tacco

Roberto Mancini, Parma-Lazio, 1999

Tutto questo, però, verrà oscurato da quello che accade il 17 gennaio al Tardini: si gioca lo scontro al vertice tra Parma e Lazio. In campo una quantità tale di campioni da far brillare le proprietà di Cragnotti e Tanzi. C’è anche il 34enne Roberto Mancini, oggi commissario tecnico della Nazionale, in uno dei momenti topici della sua già straordinaria carriera. Ma è il contesto in questo caso a rendere divino il colpo di tacco.
Qualche settimana prima Eriksson arretra Mancini a centrocampo: “Niente colpi di tacco però”. Qualche minuto prima Crespo pareggia proprio su un tentativo di leziosità di Mancini nella propria area. Mihajlovic lo affronta a muso duro. Il serbo, un quarto d’ora dopo, è dall’altra parte a battere un calcio d’angolo. Mancini sfugge alla marcatura di Benarrivo e di tacco la mette nell’angolo in alto a destra battendo Buffon.
Apoteosi di una storia. Qualcuno lo chiamerà “Il tacco di Dio”.

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