Piatek e godetene tutti

La sconfitta del Mapei Stadium contro il Sassuolo è stata pesante, la difesa guidata da Spolli ha fatto acqua da tutte le parti, con tanto di ben due reti incassate su respinte corte del portiere Marchetti e agevolate dalla scarsa reattività del reparto, il Genoa ha evidenziato tutte le crepe della sua fase difensiva. Eppure dalla sfida contro i neroverdi di Roberto De Zerbi i rossoblù sono venuti fuori con un motivo per sorridere: Krzysztof Piątek, per i telecronisti “Piontek”, autore di una doppietta contro il Sassuolo e già a quota 7 reti nelle prime tre partite ufficiali giocate in Italia tra Coppa e campionato.

Krzysztof Piatek, 7 reti nelle prime 3 uscite ufficiali con il Genoa

PER GLI AMICI PIATEK, PER GLI AVVERSARI BOMBER

Che l’ex KS Cracovia facesse sul serio, lo si era inteso dai primi passi nel calcio italiano, quelli d’agosto. Nel match di terzo turno di Coppa Italia contro il Lecce, il centravanti polacco aveva messo a segno un poker valso al Grifone il passaggio del turno. Un biglietto da visita importante in vista del via del campionato di Serie A, nonché un messaggio alla concorrenza in casa Genoa, formata da nomi come quelli di Pandev, Favilli, Kouamé e Lapadula. Nessun Pallone d’Oro in bacheca, sia chiaro, ma per un calciatore arrivato dalla Polonia con le stimmate del perfetto sconosciuto si trattava di una concorrenza non semplice da superare. Piatek ha esibito così il suo miglior biglietto da visita: il gol. Quello non gli è mai mancato, come i 21 centri messi a segno nella Ekstraklasa 2017/2018 – la seconda serie del calcio polacco – avevano confermato. Il Genoa e Ballardini hanno avuto coraggio, affidandogli le chiavi dell’attacco sin dal primo momento,  e l’attaccante di Dzierżoniów si è subito dimostrato per le difese avversarie ostico come il nome della città che gli ha dato i natali.

Krzysztof Piątek al suo arrivo a Genoa

MEGLIO DI MESSI E BENZEMA

Saranno anche statistiche buone per completare ritagli di giornale da conservare e mostrare ai nipotini, ma in questo avvio di stagione il 23enne Krzysztof ha surclassato la concorrenza su scala europea. Squalo del gol come pochi, anzi nessuno come lui: solo Pablo Sarabia del Siviglia ha segnato lo stesso numero di gol, ma spalmate su 9 presenze tra Liga, preliminari di Europa League e Supercoppa di Spagna. Ripercorrendo la classifica, si scopre che Piatek ha messo in fila Lewandowski (6), Benzema, Agüero (5), Messi e Mbappé (4). Sogni di mezza estate. Che intanto avvalorano la bontà della scelta fatta dal Genoa: in 270 minuti Piatek ha fatto meglio degli altri attaccanti del Genoa nella scorsa stagione dal punto di vista realizzativo, visto che Lapadula si fermò a sole sei reti stagionali, seguito da Pandev a quota 5 e Laxalt (4). La porta la vede in ogni modo, anche se non eccelle in stile: basti vedere le tre reti messe a segno in serie A per una valutazione. Tocco da pochi passi tanto simile a un rimpallo contro l’Empoli, botta mancina dopo un contrasto vinto e calcio al volo su liscio dell’avversario sul campo del Sassuolo.

Piatek con il numero 9 del Genoa sulle spalle

LO MANDA LEWANDOWSKI, LA SUD LO AMA GIA’

Avevo molte offerte ma sono convinto che il Genoa sia il posto giusto. La A è uno dei cinque campionati top ed è perfetta per imparare la tattica. I miei due centravanti preferiti sono Lewandowski e Harry Kane, forse ho caratteristiche più simili a quelle dell’inglese, fatte con le debite proporzioni.

Così parlò Piatek al suo arrivo in Italia. Il gioiello 23enne del Genoa è l’uomo del momento, capocannoniere della Serie A alla pari di Benassi della Fiorentina con 3 reti e anche il miglior marcatore dei cinque principali campionati europei. Pupillo di Zibì Boniek, ha conquistato a suon di gol la convocazione nella nazionale maggiore della Polonia: la prima volta potrebbe arrivare proprio contro l’Italia, venerdì’ al Dall’Ara nella gara d’esordio della Nations League.  E in tribuna al Mapei Stadium per lui c’era anche Ramon Planes, ds del Barcellona. Genoa e fantacalcisti d’Italia sono avvisati: sul numero 9 rossoblù ci sono gli occhi blaugrana. Piatek intanto continua a fare l’unica cosa che gli viene naturale: segnare, inseguendo la tradizione genoana che ha visto in Borriello e Simeone gli ultimi imponenti esponenti. Se poi continuerà a farlo sempre sotto la gradinata Nord, come avvenuto sin qui, a Genoa non potranno che amarlo sempre di più.

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