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Ma che C fai qui? Bomber Castaldo, la Casertana e una missione da compiere

L'identikit di cui sopra sembra cucito su misura per le spalle larghe di Gigi Castaldo. Nato il 2 maggio 1982 a Giugliano in Campania, il centravanti 36enne ha deciso di accettare la sfida della Casertana dopo cinque stagioni e 54 reti in serie B con l'Avellino.

Ci siamo. Anzi, C siamo. Mai come quest’anno l’attesa è stata lunga e incessante. La terza serie del calcio italiano si prepara a ripartire quando la prima metà di settembre è quasi alle spalle. Gli interrogativi su numeri e nomi delle componenti della Serie C 2018/2019 sono stati fugati solo martedì, quando il Collegio di Garanzia del Coni ha di fatto blindato il format della B, generando un effetto domino fatto di conferme e qualche mormorìo nelle serie inferiori. Finalmente, però, la parola passa al campo. E nella serie C che verrà i nomi di grido non mancano, soprattutto in attacco. Esperienza, solidità, qualità: doti in grado di infiammare le tifoserie che hanno tra i loro beniamini delle bocche di fuoco che per la categoria rappresentano un lusso e di inquietare le difese che dovranno tenerli a bada di domenica in domenica.

CASERTANA, CI PENSA “CASTALDOVIC”

L’identikit di cui sopra sembra cucito su misura per le spalle larghe di Gigi Castaldo. Nato il 2 maggio 1982 a Giugliano in Campania, il centravanti 36enne ha deciso di accettare la sfida della Casertana dopo cinque stagioni e 54 reti in serie B con l’Avellino. Accolto come il Cristiano Ronaldo della categoria, e non solo per la grafica studiata dal suo nuovo club sui social, dai Lupi ai Falchetti il passo per Castaldo è stato breve, almeno sul piano geografico: 109 chilometri, sempre restando in Campania. Nel mezzo, un universo fatto di affetti, imprese e gioie sportive da salutare e un “vecchio” mondo da tornare a tastare con scarpe chiodate ai piedi. AInfatti è proprio in serie C che Castaldo ha costruito una buona fetta della sua carriera: dall’alba del terzo millennio con la Puteolana in C2, mostrando doti che l’avevano portato ad Ancona in serie B per poi tornare a Pozzuoli, passando per Castellammare di Stabia. Quattro stagioni con la “Juve” gialloblù, il salto in C1 da condottiero e 38 reti. Fatturato importante, che a 24 anni gli era valso il pass per la massima serie: destinazione Siena. Il tempo di un ritiro e poi il ritorno a casa. “Avevo 24 anni, e si parlava di prestito. Non mi sono trovato bene e decisi di tornare alla Juve Stabia” racconterà anni dopo. A Benevento si era rimesso in gioco con tre stagioni al centro dell’attacco sannita, ma l’attitudine alla doppia cifra l’aveva scoperta a Nocera Inferiore: rossonero dal 2010 al 2013, con 44 reti complessive in bacheca confermandosi anche nell’annata in B (2011-2012, 13 centri). Finalmente bomber, quello che difficilmente prima gli era riuscito: succede, quando a un fisico da prima punta abbini un’ottima tecnica, carisma e qualità in acrobazia e il tuo soprannome, in onore al divino Zlatan, è “Castaldovic”. Non a caso la maglia che più l’ha accompagnato in carriera è stata la numero 10. Quella che indosserà anche nell’avventura di Caserta.

146 RAGIONI PER CREDERCI

Tante sono le reti ufficiale messe a segno tra i professionisti da Castaldo. Non a caso nel quinquennio di Avellino c’era lui in prima fila quando la squadra correva verso i playoff e c’era il suo nome alla voce “jolly” da giocarsi nelle stagioni, in particolare le ultime due, in cui la salvezza sul campo era l’obiettivo primario. Non è una coincidenza, quando in campo dai tutto e senza paura. Difficile per chi in carriera è stato anche costretto a girare con la scorta: successe ai tempi di Nocera, dopo un gol fallito sul campo del Crotone. Ha lasciato “il posto perfetto”, come aveva definito il Partenio-Lombardi, solo dopo la mancata iscrizione del club in serie B. Troppa era la voglia di continuare a sentirsi un calciatore pro. Tra le proposte arrivate in Campania (“A parità di categoria è quel che avrei sempre scelto: preferisco un certo calcio, quello del sud, dove c’è seguito, c’è passione, c’è empatia”) ha scelto Caserta, dove il presidente D’Agostino ha provato ad allestire una rosa che possa guardare senza paura ai piani alti. Non solo Castaldo: in squadra ci sono Zito, Mancino, Vacca, D’Angelo e…Antonio Floro Flores, ciliegina sulla torta spuntata ai primi di settembre. Con l’arrivo dell’ex Chievo e Bari, al curriculum della rosa sono stati aggiunti altri 111 centri nel calcio che conta. A Caserta, dove al Pinto in 3000 hanno assistito alla presentazione della squadra la scorsa settimana, non vedono l’ora che arrivi la Cavese mercoledì 19 per la prima di campionato. Tifando per due bomber che fanno sognare, Castaldo e Floro Flores: in due, 71 anni e più di 250 reti tra i pro. Questa, però, è tutta un’altra storia

LUCA GUERRA

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