Totti su Cassano e Balotelli: “Ecco perché litigai con Antonio. Balo? Mi fece in***”

Dopo aver illuminato per anni i campi di gioco, l’ex capitano della Roma si è raccontato in una lunga intervista al Venerdì di Repubblica di cui abbiamo preso soltanto un estratto, le parti che ci sono sembrate più succulenti. Totti su Cassano e Balotelli merita di essere letto.

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TOTTI SU CASSANO E BALOTELLI

Quella del pupone è stata una carriera costellata di gol e di magie in campo, ma anche qualche scivolone come quando in finale di Coppa Italia scalciò Balotelli: Erano anni che insultava me e i romani, di continuo. Alla fine la cosa è esplosa. Fu un brutto fallo, volevo fargli male. Però stranamente i giocatori dell’Inter non mi assalirono dopo quel fallo, anzi Maicon mi diede anche il cinque mentre uscivo dal campo. A testimonianza che Balotelli creava qualche irritazione nello spogliatoio nerazzurro”. 

Poi ha raccontato la sua grande amicizia con Cassano: “Quando venne a Roma abitò con me e la mia famiglia per 4 mesi. Faceva regali da 5-6mila euro a mia madre, manco fosse la moglie. Quando mi vedeva al ristorante con amici pagava per tutti, anche se non li conosceva. Non lo faceva per comprare il mio affetto ma perché lui è fatto così, è un puro“. Un’amicizia interrotta all’improvviso: “Gli sparì l’assegno dello stipendio e si era messo in testa che a rubarglielo era stata la nostra domestica. Lavorava per noi da anni, eravamo sicuri che non fosse stata lei. Ma lui si intestardì e se ne andò da casa. Alla fine ritrovò l’assegno sotto il sedile della sua auto“. 

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RONALDO, IBRA E IL CALCIO DI OGGI

Una Roma che sarebbe potuta diventare stellare: “Provai a portare in giallorosso gente come Ronaldo e Ibrahimovic. Volevo vincere ma i limiti economici non permettevano alla società di comprare certi giocatori”. Dopo una frecciatina a Spalletti (“Lui ha spinto per il mio ritiro”), Totti si è scagliato contro i giocatori di oggi:Sono delle bestie, dei bastardi ma mi portano rispetto. Ormai nello spogliatoio si parla sono inglese e si fa meno gruppo. In ritiro ognuno si chiude in camera da solo col telefonino”. 

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