Amici oltre lo spogliatoio

Dopo un gol vediamo abbracci di gruppo o esultanze inspiegabili che solo alcuni dei calciatori in campo comprendono davvero. È chimica quella che si sviluppa tra due giocatori e poco importa se sono in lotta tra loro per lo stesso posto da titolare. Le affinità non si cercano, si creano e basta.

Quando il feeling proprio non c’è magari si molla un ceffone per un passaggio mancato come nella vicenda Altobelli – Müller o peggio ancora si scatena una vera e propria rissa in un campo di allenamento tra due giganti di nome Ibrahimovic e Onyewu, ma per una giornata mettiamo da parte il binomio calcio-ignoranza e lasciamoci con qualche bel “volemose bene“.

Icardi – Martínez

Argentini, giovani, in fissa per lʼarea di rigore e per i tagli allʼultima moda. Il numero 9 dell’Inter è stato un grande aiuto per il nuovo arrivato Lautaro Martínez, ancora prima di vederlo atterrare a Malpensa e lui ringrazia così:

Sono fortunato ad avere un compagno come Mauro. Tutto quello che fa, dentro e fuori dal campo, mi aiuta a migliorare nella quotidianità.

Lʼesordio l’uno accanto all’altro contro il Sassuolo non è stato uno di quelli da trascrivere negli annuali del calcio nerazzurro ma le partite successive hanno dimostrato che presto ci sarà modo di vederli giocare ancora insieme e magari, anche grazie alle gare con la Nazionale, riusciranno ad affinare quella sintonia che fuori dal rettangolo verde trapela da ogni post. A quel punto questa pazza Inter là davanti parlerà solo argentino e ci sarà una parola per tutti.

Zaza – Morata

Simone Zaza e Alvaro Morata sono una coppia ideale fuori e dentro al campo, anche se a far sognare i tifosi Juventini sono state le loro staffette in partita.

Cambi significativi, come quello contro il Napoli di Sarri in cui “vince” per incisività proprio Simone che a due minuti dalla fine mette la palla in rete e si prende tre punti fondamentali per la conquista del trentaduesimo titolo bianconero, il quinto consecutivo.

Con Morata ci vogliamo bene, ci sentiamo spesso, è mio fratello. È nata questa amicizia quando alla Juve lui giocava e io no. Non potevo odiarlo per questo.

In effetti i due anche a distanza di anni e di chilometri hanno mantenuto un rapporto di amicizia fraterno, confermando che il calcio regala molto di più di una vittoria, anche dopo i 90 minuti.

Del Piero – Montero

Per la serie “le strane coppie” vi presentiamo Alessandro Del Piero e Paolo Montero. Avremmo potuto parlare del rapporto forse non idilliaco con Inzaghi ma Alex ci ha servito su un piatto dʼargento questa perla e non potevamo ignorarla.
Lui stesso scrive nel suo libro che con Montero non ha mai avuto un particolare feeling e che il loro rapporto si è sempre limitato a convenevoli da semplici colleghi di lavoro e non di reparto.

Poi una sera è cambiato tutto. Paolo ha avuto lʼintuizione che qualcosa in Alex non andava e ha trovato le parole giuste per dirglielo. Un confronto necessario per spronarlo nella sua stagione più difficile, quella del 1999/2000 dopo il grave infortunio.

Quella sera Paolo mi prende da parte e mi fa: «Oh, ma che hai? Sempre ‘sto muso…». Io lo guardo e non so che cosa rispondere. Sorpreso, in silenzio. Comincio a dire qualche banalità, lui mi stoppa. E parla: «Vabbè, qualunque cosa tu abbia, fattela passare. Non vedi come ti guardano i ragazzi più giovani che si allenano con noi? Tu per loro sei un grande, sempre e comunque. Pensaci».

Sicuramente non sarà nata l’amicizia della vita ma questa coppia improbabile ha dimostrato che a volte certe parole valgono più di mille calci a gamba tesa e che, come dice Del Piero, l’amicizia ha bisogno anche di qualche “vaffa” in più.

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