CHE FINE HANNO FATTO – Rodney Strasser, Ringhio ma non troppo

Rodney Strasser – Il Milan che vinse l’ultimo Scudetto della sua storia (quello della stagione 2010-2011) si è riscoperto, col senno di poi, colmo di calciatori quasi al limite dell’assurdo. Abbiamo già parlato di Merkel e della sua carriera successiva agli exploit di quel campionato, per esempio. In maniera ancora maggiore è doveroso, dunque, trattare la storia di Rodney Strasser, giovane centrocampista africano che a quel trionfo contribuì addirittura con una rete decisiva in termini di vittorie. Come per il suo collega, però, anche il suo futuro non proseguì con la casacca rossonera, nonostante tante premesse positive e un paragone decisamente importante.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 14: Rodney Strasser

Nativo di Freetown, in Sierra Leone, Strasser – classe 1990 – viene prelevato dal Milan e portato nelle giovanili rossonere nel 2007. Sin da subito ci si accorge di avere a che fare con un calciatore promettente. Strasser è infatti dotato di grande fisicità, fondamentale nella sua posizione di centrale a centrocampo, ma anche di una discreta tecnica. Il ragazzo non si tirava indietro quando c’era da randellare ma anche quando bisogna attacccare la porta avversaria. Anche per questo, impossibile non generare nell’ambiente milanista un paragone con Gennaro Ringhio Gattuso, a cui peraltro Strasser spiegò di ispirarsi. Il giovane calciatore sembra un diamante grezzo a cui va data solo l’opportunità di mettersi in mostra. Opportunità che gli capita per la prima volta nel 2008, quando subentra a Kaladze durante gli ultimi minuti di un Milan-Udinese 5-1. Dopo pochi minuti, peraltro, Strasser – tenendo fede alla grinta del suo paragone – guadagnerà anche il primo cartellino giallo della sua esperienza da professionista. Nella stagione successiva arriva, oltre a una nuova presenza in Serie A, anche una vittoria con la Primavera del Milan. I rossoneri, infatti, si aggiudicano la Coppa Italia di categoria. E Strasser sembra sempre più lanciato verso la prima squadra. Arriva così il campionato 2010-2011, quello che sembra destinato a cambiare la storia del nostro protagonista.

Inizialmente, metà del cartellino di Strasser viene ceduto al Genoa. Il Milan però decide di mantenere il giocatore per un altro anno, promuovendolo in prima squadra. Strasser inizia ad accumulare minuti nella fase centrale della stagione e trova la sua El Dorado in quel di Cagliari. Nella gara in casa degli isolani il ragazzo subentra, con un ideale e voluto passaggio di consegne, a Gattuso. E, incredibilmente, all’85’ realizza il gol – primo in assoluto in carriera – che sblocca lo 0-0 del Sant’Elia e che regala al Milan una vittoria importantissima per la corsa Scudetto. Strasser guadagnerà sempre più considerazione agli occhi di Allegri, tanto da giocare titolare (e per tutta la durata) la gara contro l’Udinese. Così, a fine stagione, dopo 3 presenze e un gol in campionato (più altre due partite in Champions League) il ragazzo può festeggiare lo Scudetto con i rossoneri, in un’annata che gli ha consentito anche di conquistare la maglia della Nazionale. La vittoria del titolo, però, resterà l’unico trionfo della carriera di Strasser, che pian piano prenderà la strada di una spirale discendente.

Malleolo fragile

Nella stagione seguente Rodney Strasser, per cercare maggiore minutaggio, viene ceduto in prestito al Lecce. Il ragazzo sembra crescere sempre meglio e nella prima metà di stagione colleziona 12 presenze e una rete in Serie A. Purtroppo, però, durante la gara contro la Juventus del gennaio 2012 si frattura il malleolo in maniera composta, restando dunque fermo per qualche mese. Come parziale pagamento per Mesbah, il Lecce lo rimanda dunque al Milan, con il quale tornerà in campo a fine stagione. Sfortunatamente, durante una sessione di allenamento valida per il ritiro della stagione successiva, Strasser si rompe nuovamente il malleolo e resta fuori altri 3 mesi. Tornerà in campo solo a dicembre, in Coppa Italia. Il Milan vuole però vederci chiaro e a gennaio manda il giocatore nuovamente in prestito, stavolta al Parma, per capire se si sia ripreso totalmente dai guai fisici. Strasser giocherà a stento due partite con i ducali, per poi essere mandato ancora via a titolo temporaneo per giocare con la Reggina, in Serie B, in quella che ancora oggi resta la sua stagione con più presenze (22). Il prestito si esaurisce ma il Milan sembra aver smarrito l’amore per il Ringhio africano. Così, nell’ambito dell’operazione che gli permetterà di riscattare Constant, il club rossonero cede a titolo definitivo proprio Strasser. Che, però, nella stessa estate sarà mandato nuovamente in prestito anche dal Grifone, precisamente al Livorno. Ma il treno di Rodney Strasser ormai è passato: dopo l’esperienza toscana, conclusasi con due misere presenze, arrivano prima i prestiti alla Lupa Castelli Romani e all’NK Zagabria e poi l’addio al Genoa. Attualmente il ragazzo è svincolato. E difficilmente potrà mantenere in vita il paragone con Gattuso, smarritosi nelle pieghe di infortuni e occasioni perse.

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