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KL15, è scoccata la tua ora: Mancini is calling

Lasagna convocato nell'Italia per l'infortunato Zaza. Quattro anni fa giocava nell'Este, in serie D. Carpi la porta verso il paradiso del calcio.

Quando era a Carpi, arrivava in auto da solo all’allenamento, si svestiva per primo e si rivestiva per ultimo, per poi tornare a casa nella sua San Benedetto Pò, comune della bassa mantovana fatto di 7mila anime. La storia di Kevin Lasagna, (pen)ultimo dei ripescati da Roberto Mancini per la sua Nazionale alla ricerca di identità di antidoti contro gli infortuni, è fatta di sacrifici e umiltà. Sempre low profile. In campo e fuori.

IN QUATTRO ANNI DALLA D ALLA NAZIONALE

L’infortunio di Simone Zaza e le esclusioni per scelta tecnica di Andrea Belotti e Mario Balotelli hanno convinto il Mancio ad appellarsi all’ennesimo esordiente in Nazionale per il test amichevole contro l’Ucraina e la sfida di Nations League contro la Polonia. Una chiamata che ha suscitato un filo di ironia e un mare di riflessioni. Alle battute sul proprio cognome Kevin ci è abituato sin dai primi calci, scoccati a un pallone nel settore giovanile del Chievo. Da Verona era però partito il suo giro d’Italia con borsone sulle spalle e scarpe chiodate ai piedi. Prima la Juniores del Suzzara, trampolino di lancio verso il calcio dei grandi. Partendo però dalla Promozione: rimborso spese, tanti chilometri e pochi soldi. Un menù testato con  la Governolese, sempre dalle sue parti. Che fosse arrivato il momento di lasciare la Lombardia Kevin l’ha capito nel 2012, quando è arrivata la chiamata del Cerea in serie D: sette centri, prima di passare all’Este e chiudere la stagione con 21 reti in 33 partite.  Era il 2014. Oggi, quattro anni dopo, Lasagna è in Nazionale. L’appetito è venuto mangiando. E segnando.

Kevin Lasagna ai tempi dell’Este

MI MANDA GIUNTOLI

Una scommessa da 75mila euro. Tanto è costato il cartellino di Lasagna al Carpi nell’estate 2014. A scommettere sulle qualità dell’allora 23enne Kevin è stato – su segnalazione del il procuratore Massimo Briaschi – Cristiano Giuntoli, oggi ds del Napoli, abituato a scovare talenti nel calcio dilettantistico e a farli esplodere per poi rivenderli a costi milionari. Agli ordini di Fabrizio Castori, Lasagna si è rivelato la freccia ideale per valorizzare il gioco “difesa e contropiede” degli emiliani. Annata conclusa con 30 presenze totali, di cui 21 da subentrato, e 5 reti, delle quali ben 4 decisive contro Avellino, Vicenza e Brescia nel rush finale. Quello che spedì il club in serie A, per una prima, storica promozione. Al Cabassi, di quella nutrita combriccola di giovani arrivati dalla serie D, Lasagna era stato l’unico a sopravvivere al casting estivo. “I primi tempi è stato tutto complicato – raccontava all’epoca l’attaccante arrivato dall’Este – i ritmi erano decisamente alti e più di venti minuti non ero in grado di reggere. Ora va decisamente meglio”. Una grande soddisfazione, condivisa con una famiglia che lo segue in casa e in trasferta. Oppure, nei casi limite, con l’abbonamento alla pay tv.

ORA TOCCA A KL15

L’avventura a Carpi è proseguita per altre due stagioni: 5 centri in serie A nella sfortunata annata della retrocessione,  inclusa la rete di un clamoroso pareggio a San Siro contro l’Inter, 14 centri l’anno successivo in serie B, con un clamoroso ritorno in A sfiorato fino alla finale playoff persa contro il Benevento. La sua massima serie Lasagna l’aveva comunque trovata: merito della chiamata dell’Udinese, che nel gennaio 2017 l’aveva acquistato a titolo definitivo per 4,5 milioni di euro più bonus, lasciandolo per sei mesi in prestito in Emilia. La prima annata in bianconero è stata da incorniciare: 14 reti in partite ufficiali e un sogno chiamato Nazionale che non si era avverato. Ah, i sostenitori carpigiani avevano inventato per Kevin anche un soprannome ad hoc, che oggi torna di strettissima attualità: KL15, che va a scimmiottare il CR7 del celebre Cristiano Ronaldo. Lui gradisce. E forse dal destino ha ricevuto un segnale: pochi giorni dopo aver sfidato l’asso portoghese con la maglia della Juventus, ecco la chiamata di Mancini nonostante qualche difficoltà con il gol palesata in avvio di stagione (una rete in 8 partite). Lasagna è in tavola. Pronto a mostrare la propria fame anche in azzurro. Una sfida che quattro anni fa avrebbe solo sognato.

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