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Il C.T. del Perù come in Narcos. “Escobar voleva uccidermi? Mai avuto paura”

Il CT del Perù Ricardo Gareca, ex calciatore dell'America, ha scoperto in queste ore di essere stato il potenziale "protagonista" di una puntata di Narcos.

Ricardo Gareca è il commissario tecnico argentino della Nazionale del Perù, che con lui alla guida sorprese con un terzo posto nella Copa America del 2015. Gareca è stato anche un buon attaccante, negli anni ottanta impegnato con le maglie di Boca e River. A metà di quel decennio, si trasferì in Colombia poiché venne ingaggiato dall’America di Cali.

Ora, chi ha seguito la serie Narcos, o comunque conosce la storia della Colombia anni 80, saprà che il calcio colombiano di quegli anni era profondamente coinvolto nelle vicende del narcotraffico. I fratelli Rodriguez, a capo del cartello di Cali, erano proprietari dell’America. Il loro avversario era Pablo Escobar, boss del cartello di Medellin e alla guida del Nacional, Club della sua città.

Quando la guerra tra i due cartelli della droga si fece aspra, nessuno poté dirsi davvero al sicuro. Nell’escalation terroristica di Pablo Escobar a rischiare di perire in un attentato furono anche i calciatori dell’America di Cali. In particolare proprio Gareca.

L’ex sicario di Escobar John Jairo Velazquez, meglio note come Popeye, ha confessato alla stampa peruviana:

“Pablo lo voleva uccidere. Tutti i giocatori dell’ América de Cali erano scrupolosamente osservati da Pablo. Eravamo in guerra e Ricardo Gareca è sempre stato nel mirino del boss, ma non è mai riuscito a raggiungerlo. All’inizio l’idea era di farli saltare in aria con un’autobomba dopo che il Cartello de Calì aveva tentato di fare lo stesso con la famiglia di Escobar. Poi l’amore per il calcio di quest’ultimo lo ha fatto tornare sui suoi passi.”

Quando Escobar perse ogni tipo di remora, la Colombia visse in uno stato di permanente e incontrollabile terrore. Sotto i suoi colpi non morirono solamente avversari, poliziotti, giudici, e politici. L’escalation di violenza colpì l’intera cittadinanza, con continui e violentissimi attentati ai danni di civili completamente estranei al conflitto. A quanto pare dunque solo la vibrante passione per il calcio del Patron salvò Gareca, giocatore di spicco dell’America.

Raggiunto da queste rivelazioni, il CT del Perù ha dichiarato: “Se penso a quegli anni colombiani devo dire sono stati sensazionali nella mia vita. Sono cose di 25 anni fa, di cui non ho mai saputo nulla.”  

Sempre secondo le confessioni di Popeye, la vita dei calciatori dell’America al tempo deve essere stata molto meno tranquilla di così. Molti, secondo il sicario, furono infatti sequestrati dagli uomini di Escobar con l’intento di arrivare ai fratelli Rodriguez.

Davvero una storia dell’altro mondo.

 

 

 

 

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