CHE FINE HANNO FATTO – Nicola Pozzi, il bomber sfortunato

Nicola Pozzi – Se aveste chiesto, circa una quindicina di anni fa, a qualsiasi appassionato di calcio quale sarebbe potuto essere l’attaccante del futuro in Italia, avreste probabilmente ricevuto una sola risposta plausibile: Nicola Pozzi. Giovane, fisicamente prestante, rapace quanto basta in area e abile nella manovra aerea. Tutte caratteristiche necessarie a comporre, nella gestione di un calciatore, quello che potrebbe diventare un fenomeno. Purtroppo Nicola Pozzi un fenomeno non lo è mai diventato, anzi, si è visto scippare via un’intera carriera da un fisico fragile e da tanta, tantissima sfortuna. Un ragazzo che ha dato tanto al calcio e da cui, sfortunatamente, il calcio stesso ha pre(te)so anche troppo.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 16: Nicola Pozzi

Cresciuto calcisticamente nel Cesena (club con il quale ha esordito addirittura a 16 anni), Pozzi sembra essere talmente forte che addirittura il Milan se ne appropria in men che non si dica, pagandolo 2,5 milioni. Il club rossonero, infatti, vede in lui e Ignazio Abate due punti di riferimento per la squadra futura. In particolare l’attaccante sembra avere tutti i crismi del bomber di razza. Il problema, però, è che in gare ufficiali Pozzi non riuscirà mai a vestire la maglia del Milan. I primi problemi iniziano subito, nella stagione 2004-2005: il ragazzo – proprio insieme ad Abate – viene mandato in prestito al Napoli, appena fallito e pronto a ripartire dalla Serie C. In totale, però, giocherà soltanto 3 partite a causa del primo infortunio abbastanza serio della sua carriera, che ha riguardato i legamenti del ginocchio. Nonostante la media bassissima di gare, Pozzi riesce comunque a segnare una rete alla seconda giornata d’andata contro il Lanciano. Dopo 6 mesi Pozzi viene dunque mandato di nuovo in prestito, stavolta al Pescara in Serie B. Anche qui, però, la musica non è diversa: gli infortuni si ripropongono e Pozzi è costretto ad operarsi. Nell’anno successivo, però, qualcosa sembra iniziare a cambiare in positivo. L’attaccante, infatti, viene prestato all’Empoli e mette insieme numeri discreti, con 25 partite e i primi 2 gol ufficiali nella massima serie. Così, l’Empoli decide di riscattarne la comproprietà dal Milan per 750.000. Negli anni seguenti, seppur tormentato comunque da continui problemi fisici, Pozzi sembra iniziare a rispecchiare le attese generate per le sue prestazioni, arrivando persino a giocare in Coppa UEFA proprio con la maglia dei toscani dopo i fatti di Calciopoli. Il destino però è incredibilmente beffardo e decide di punirlo severamente proprio durante una partita contro una sua ex squadra: in un Napoli-Empoli 1-3, Pozzi segna la seconda rete per la sua squadra ma, proprio nel momento del gol, si rompe il legamento crociato anteriore destro. Altro grave infortunio e stagione conclusa in anticipo. L’Empoli dimostra grande signorilità riscattando completamente il ragazzo, al prezzo di 1,2 milioni di euro e, nonostante la discesa in Serie B, Pozzi torna a giocare e segnare. Nel 2009 la carriera prova a offrirgli una nuova strada per la gloria: la Sampdoria, infatti, lo vuole come prima alternativa a Cassano e Pazzini in attacco. Anche qui, gioie e dolori: nella prima stagione arriva qualche presenza ma anche un altro infortunio. Nella seconda, da gennaio, Pozzi diventa titolare dopo la cessione dei due calciatori citati in precedenza ma la Sampdoria retrocede in Serie B. Proprio in cadetteria, però, nella terza stagione Pozzi metterà a segno ben 16 reti, suo storico record realizzativo in un solo campionato, segnando anche in ogni singola partita dei playoff. Per Pozzi sembra essere finalmente arrivato il momento della svolta. Ma la gioia provata in precedenza perde subito senso nella stagione seguente: Maxi Lopez e Icardi diventano titolari, lui si fa male di nuovo durante il prestito al Siena e arriva dunque un’altra stagione opaca in Serie A.

Dopo 5 anni con la maglia della Sampdoria, Nicola Pozzi viene prelevato a titolo definitivo dal Parma, nell’ambito di uno scambio che porterà Okaka in maglia blucerchiata. Incredibilmente, però, la sfortuna si accanisce di nuovo sul ragazzo, che in allenamento si rompe ancora una volta il legamento crociato anteriore, stavolta del ginocchio sinistro. Successivamente Pozzi verrà ceduto in prestito al Chievo, peraltro con un riscatto irrisorio a livello calcistico (1000 euro, per via dei problemi economici dei ducali) e a fine stagione, senza permanenza a Verona, si ritrova svincolato. La carriera si avvia ormai verso il suo culmine: arriva una breve esperienza a Vicenza, dove Pozzi rescinde il contratto dopo il primo dei due anni previsti. Torna al gol dopo tanti anni con la maglia della Pro Piacenza e attualmente milita in Serie D, nel San Donato Tavernelle. Nel futuro, probabilmente, un ruolo da allenatore. Sperando che, a dispetto della sua carriera da calciatore, quella da tecnico sia decisamente più intrisa di soddisfazioni per Nicola Pozzi, il bomber del futuro a cui gli infortuni hanno distrutto il presente.

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