Ancona, tra fallimento e rinascita

Passo dal vecchio stadio Dorico, nel pieno centro di Ancona. Un tempo si giocava qui, la gente prendeva il caffè nei bar del Viale della Vittoria, in città si vedevano le sciarpe che oggi non si vedono più. Oggi si gioca da un’altra parte, per altri obiettivi ed è tutto diverso.

Il passato recente dell’Ancona, oggi Anconitana, lo consociamo più o meno tutti. Un’ultima stagione in A con numeri negativi dallo scarso bottino di punti realizzati, 13 con solo due le vittorie contro Empoli e Bologna, peggiore attacco (21 gol fatti) e peggior difesa (70 gol subiti), con ironia e sarcasmo lo striscione esposto parlava chiaro: a voi ve segna Totti a noi ce segna tutti. La retrocessione, il fallimento, la ripartenza dalla C2, la promozione in B e poi ancora il fallimento, terzo default in 13 anni. Oggi una militanza in Promozione arrivata dopo aver dominato la Prima Categoria con i gol della Vipera Salvatore Mastronunzio. Una storia che nessun anconetano avrebbe mai voluto scrivere per questa società. Un film già visto, una città calcisticamente sempre più disillusa e rumorosa ma che con orgoglio ancora sostiene quei colori, impressi su ogni cuore dorico. L’era Marinelli ha riaperto per un periodo le porte del vecchio stadio Dorico, il cuore della città e per molti è stato un po’ tornare indietro nel tempo quando questo club faceva sognare gli spettatori anche dai balconi e dalle finestre dei palazzi circostanti, quando ancora il calcio era fatto di stadi di città e i campi da gioco non sembravano prati inglesi. Alle volte per tornare grandi bisogna ripartire dal passato e perché non farlo puntando i l’orologio sui primi anni novanta?

Dalla A alla B

Vincenzo Guerini è stato l’uomo che ha fatto sognare l’Ancona e gli anconetani, dopo aver messo le basi di una squadra solida, nel ’91 inizia a far sul serio. Con l’arrivo di Bertarelli e ‘Cobra’ Tovalieri, il gruppo già formato da capitan Gadda, Lupo e Vecchiola è pronto alla scalata. Obiettivo promozione in Serie A. Il gol di Ermini per il pareggio a Bologna colora Giugno a tinte biancorosse e fa scoppiare l’entusiasmo nel capoluogo marchigiano. Nel ’93, contro l’Inter, si aprono le porte del nuovo stadio Del Conero e, nonostante la bassa classifica, si festeggia la nuova casa con un sonoro 3-0, gol di Lupo e doppietta di Detari. È stata la stagione della prima promozione in A durata solo 365 giorni, ma è stato anche la stagione del gol memorabile del Condor Agostini nel 4-4 in casa contro il Genoa, quello della doppia rovesciata nel finale di una strana partita. Rovesciata Centofanti, traversa, rovesciata Agostini, rete. 

Prima del tracollo una finale di Coppa Italia.

Spente le luci della Serie A si riparte dalla B, da un ottavo posto e dalla cavalcata a sorpresa in Coppa Italia.
Una corsa iniziata con il caldo estivo siciliano e contro un ostinato Giarre che si arrende solo ai supplementari. Al San Paolo ci va l’Ancona di Centofanti che non concede spazi e che rimanda tutto con lo 0-0, ma in casa si gioca un’altra partita e, contro ogni pronostico, i dorici si qualificano agli ottavi con un meritato 3-2, lasciando increduli i tifosi partenopei e con il cuore a mille tutti i presenti allo stadio. Avellino prima e Venezia poi sono le cenerentole affrontate e sconfitte nei turni successivi. Al Del Conero si aspetta il Torino, senza troppa paura e con molta spavalderia Agostini approfitta di un errore della difesa granata firmando la rete del 1-0 al 22′, il gol che porterà la squadra di Guerini in finale, dopo le reti inviolate nella partita di ritorno. Il sogno è bello, bellissimo fino al 6-1 di Marassi contro la Samp di Eriksson, Gullit, e Mancini. Ancora oggi nei bar si raccontano storie su quella trasferta a Genova e su quella clamorosa cavalcata verso il sogno dei sogni, la coppa delle coppe da una semplice squadra di Serie B.

 

LEGGI ANCHE

Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

I più letti