CHE FINE HANNO FATTO – Mauro Goicoechea, incubo giallorosso

Mauro Goicoechea – La stagione 2012-2013 della Roma viene ricordata quasi unanimemente come una delle peggiori nella storia recente del club giallorosso, con il ritorno infruttoso di Zeman in panchina e un’annata all’insegna della mediocrità. Probabilmente l’emblema (nonché l’incubo) di quella terrificante stagione fu il portiere uruguaiano Mauro Goicoechea, arrivato come una sorta di signor nessuno, diventato titolare in maniera casuale e poi sportivamente distruttosi a suon di papere e partite orripilanti. Non è sbagliato escludere a prescindere l’ipotesi che Goicoechea sia stato forse il portiere più scarso che abbia mai vestito la maglia da titolare tra i pali della squadra giallorossa. Un ricordo spettrale il suo, che molti tifosi della Roma ancora oggi faticano ad allontanare.

CHE FINE HANNO FATTO, episodio 17: Mauro Goicoechea

Cresciuto calcisticamente nel Danubio, Goicoechea esordisce in una partita che dà l’idea piena delle sue reali qualità, prendendo 5 gol contro il Tacuarembò. Nel corso degli anni, però, il ragazzo sembra convincere tutti, diventando il portiere titolare della squadra fino al 2012. Dall’altra parte del mondo, la situazione portieri in casa Roma non è delle migliori: Stekelenburg, infatti, non sembra piacere molto al tecnico e svela di aver problemi con la dirigenza. Per cautelarsi la Roma cerca un portiere già esperto ma giovane, magari a prezzo non troppo maggiorato, che possa accontentarsi di fare la riserva ed eventualmente sfruttare delle occasioni. E il nome giusto, incredibilmente, si rivela essere proprio quello di Goicoechea, che viene dunque prelevato dai giallorossi in prestito con diritto di riscatto. Inizialmente il portiere sudamericano siede in panchina ma, nel primo tempo di Parma-Roma (gara poi terminata 3-2 per i giallorossi) sarà costretto a subentrare per via di un infortunio al collega olandese. Da quel momento in poi, per molti mesi Goicoechea diventerà il portiere titolare della Roma. E saranno mesi di puro inferno per i tifosi romanisti.

L’estremo difensore uruguaiano, infatti, inanella una serie di prestazioni horror, capaci di far rimpiangere qualsiasi altro portiere passato a Roma negli anni precedenti. Alcuni errori sono davvero grossolani (come quello commessi contro il Chievo in uscita sbagliata nella nebbia), altri ritraggono brutte figure in situazioni basilari (come il gol preso da Candreva nel Derby dopo una ciccata su una respinta di pugno). L’errore più eclatante, però, è quello che gli costerà la titolarità, che nonostante tutto era riuscito a mantenere: durante un Roma-Cagliari che terminerà 2-4, Goicoechea siglerà uno degli autogol più pacchiani e ridicoli che si siano mai visti nel campionato di Serie A da parte di un portiere, gettando nella sua stessa rete un innocuo cross di Avelar quando il punteggio era sull’1-1. Dopo questa gara, avvenuta il primo febbraio, Goicoechea perde il posto in favore di Stekelenburg e non vedrà il campo prima del 4 maggio successivo, quando – per l’ultima volta – difenderà in corso d’opera i pali della porta giallorossa durante una gara contro la Fiorentina, a causa di un infortunio occorso a Lobont a fine primo tempo. Nella sua esperienza giallorossa – che inevitabilmente si concluderà senza riscatto da parte del club – Goicoechea ha giocato 16 partite con la Roma, prendendo 24 gol e lasciando un ricordo assolutamente devastante nell’ambiente.

Dopo l’esperienza a Roma, Goicoechea conta di tornare a giocare per il Danubio. Nei sei mesi successivi al suo ritorno, però, il ragazzo non vedrà il campo nemmeno una volta. Così, nel gennaio 2014, viene ceduto a titolo definitivo ai rumeni dell’Otelul Galati. In seguito vestirà la maglia dei portoghesi dell’Arouca mentre dal 2015 è il portiere di riserva del Tolosa, in Francia. A ormai 30 anni Goicoechea resta ancora un mistero per tutti i tifosi della Roma, che ogni anno, alla vista di un nuovo portiere, forse tornano indietro con la mente sperando che una vecchia storia non si ripeta di nuovo.

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