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Guerre Social. Quando i Club si “dissano” in rete…

Account ufficiali dei club sempre più attivi. Ironia soprattutto in Inghilterra, Francia e Italia. Ma quasi mai ha portato bene...

In Italia si può scherzare su (quasi) tutto. Ma mai toccare il cuore dei tifosi del pallone. Ora lo sanno anche a Manchester, dopo che sul sito ufficiale del club allenato da Mourinho, nella giornata di ieri, è comparsa la parola “Rubentus”. Così i Red Devils hanno chiamato la Vecchia Signora. Non una gaffe o un errore di battitura, ma una ricostruzione storica (chiaramente molto parziale) che ha acceso gli animi, anche social, in vista della gara di ieri all’Old Trafford.
“Un soprannome dispregiativo dato alla Vecchia signora da tifosi rivali, come quelli di Fiorentina, Inter e Napoli, è Rubentus, dall’italiano rubare”
è la premessa.
La cronistoria dal 2005 ad oggi, passando per Calciopoli, lo svolgimento.

Decisamente una caduta di stile per i Red Devils che, non solo non ha portato benissimo, ma neppure brillato per originalità. “Rubentus”, infatti, era comparso già almeno due volte sulla carta stampata. La prima volta su Topolino (sì, proprio uno dei fumetti più famosi della storia) nel 1991 e in una ristampa del 2012 per parafrasare l’improbabile derby della Mole tra Corino e Rubentus, appunto. La seconda volta su Il Roma, noto quotidiano napoletano, che ha scelto “E’ fuga con la Rubentus” a gennaio 2018 per il resoconto della ventesima giornata di serie A (e per il racconto del duello infinito tra Napoli e Juve).

Sfottò tra tifosi, sì. Il web ne è pieno. E, da qualche tempo, lo stesso spirito narrativo sempre più spesso arriva proprio dagli account ufficiali dei club. Con il rischio, però, di cadere in errori diplomatici invece che essere simpatici. Qualche anno fa la Nba, sempre attenta alle dinamiche social, fu costretta a vietare questo tipo di post.

Tanti, invece, gli esempi nell’Europa calcistica ai tempi dei social. Molti sono stati brillanti e ironici, altri veramente mal riusciti, alcuni in grado di scatenare la nostalgia per “gesti” d’altri tempi. Come quelli dell’indimenticabile film “L’allenatore nel pallone” con Chierico, Graziani, Ancelotti e Pruzzo che sfottono con una manita mister Lino Banfi reo di aver perso 5-1 a Roma con la sua Longobarda. O come la maglia di Totti “Vi ho purgato ancora” nel derby di un millennio fa. O come le tre dita di Mourinho, proprio ieri sera.

Manchester City – Roma, duello infinito sulle prime volte

 Tornando ai social. Indimenticabile il lungo confronto tra Manchester City e Roma a cavallo tra l’andata e il ritorno delle gare di Champions League del 2014. Una decina di post su Twitter, con altrettanti spunti e sfottò: dal meteo inglese non proprio accogliente alla scarsa offerta turistica di Manchester rispetto a quella di Roma, da Totti che non aveva mai segnato in Inghilterra (e invece poi pareggiò il gol di Aguero in Inghilterra) al Manchester City che non aveva mai vinto in Italia (e invece poi all’Olimpico passò per 2-0).
Non il primo scambio di battute tra due account ufficiali, sicuramente il primo per intensità e “sfiga”


 

Il Bayern alla Juventus: “Qui è la fine”

Tra gli esempi decisamente mal riusciti c’è quello del Bayern a marzo 2016. Protagonista involontaria ancora la Juve. Un binario morto che lascia alle porte dell’Allianz Arena sulle quali si erge un Neuer gigante, il “Fino alla fine” di stampo bianconero cancellato da una croce e la frase “Qui è la fine!” che ribalta il concetto. Debuttò così in mattinata il profilo Twitter del Bayern. Che dovette subire, a giusta ragione, per tutta la giornata, gli attacchi dei tantissimi tifosi, non solo italiani, a cui quell’immagine aveva ricordato una delle più tristi esperienze che l’umanità abbia vissuto, ovvero quella dei binari che terminavano all’interno dei campi di concentramento nazisti. Un tweet che costrinse il Bayern ad un comunicato stampa di chiarimento.

Si, però, Cavani ce l’abbiamo noi!

Prima che l’asse Manchester-Torino, alla fine della scorsa settimana si era acceso quello tra Parigi e Napoli con uno scambio di tweet tra gli account ufficiali dei due club. “Presto di ritorno al Parco dei Principi, Amiens e Napoli ci siete” hanno esordito su twitter i francesi. Quasi un’imboscata: il Napoli risponde di sì, il Psg parte con una gif di Cavani che saluta. Chiudono gli azzurri con Ancelotti che si fa portare un caffè in campo durante l’allenamento.
Soprassediamo sui commenti dei napoletani al buongiorno giffato del bomber uruguaiano, peraltro mai dimenticato all’ombra del Vesuvio. Citiamo, tra questi, il classico partenopeo “Salutame a soreta”.

Il triangolo no, non l’avevo considerato

 Altro esempio sull’asse Francia-Italia nell’ultima sessione di calciomercato. Ma questa volta è un triangolo. Lo innesca l’Olympique Marsiglia chiedendo alla Roma lumi per presentare Strootman. I giallorossi tirano dentro l’Inter citando il video di De Vrij conciato da “muratore”. I nerazzurri rispondono con l’annuncio social di Malcom, mai arrivato nella Capitale e in volo, invece, verso Barcellona. Chiude la Roma con una grafica con gli arrivi di Pastore, Ronaldo, Higuain e… Vidal. Un “duello” tra Roma e Inter proseguito ancora per qualche giorno. Una vera e propria trollata tra due degli apparati digital più brillanti della nostra serie A. Che, inevitabilmente, ha finito per coinvolgere anche il colpo di mercato dell’Inter Nainggolan, ex proprio della Roma.

Chiosa a parte per i giallorossi che, sempre in estate e sempre in fase di calciomercato, scambiano simpatici tweet con Ikea. Arriva Olsen e la Roma lo presenta come fosse un mobile della nota catena svedese. Ikea apprezza e va a supporto dei giallorossi nella querelle-Malcom. Nicchia il social del Barça con gli spagnoli avvezzi a scherzare sui social soprattutto in caso di vittoria.

A proposito di Ikea. Post muto su tutto quanto di splendido è accaduto prima e dopo Italia-Svezia. Lo facciamo per i vostri cuori e per i vostri fegati.

Gnabry e l’orgoglio nazionale

Eliminazione italiana dagli ultimi Mondiali a parte, raramente, però, in questo gioco social, vengono coinvolte le Nazionali. Nel 2016, un caso più unico che raro: gli impegni della Germania con il San Marino (impegni è termine forte…) furono spunto per un duetto Werder-Arsenal. Origine dello scambio di tweet fu l’esordio con tripletta di Gnabry, talento tedesco con origini ivoriane, passato qualche mese prima dagli inglesi ai tedeschi.
“Ha debuttato, ha fatto tripletta, ha vinto 8-0” la sintesi del tweet del Werder con tanto di tag all’Arsenal.
Che rispose pescando nella storia la tripletta di Ray Parlour nei quarti di finale della Coppa Uefa della stagione 1999/2000: “Ricordiamo solo questa tripletta”. E la ricordano ancora oggi i tifosi del Werder eliminati proprio dai tre gol del centrocampista inglese.

Ti invito per un tè, ma io prendo un caffè

Chiudiamo proprio in Germania, con il derby della Ruhr del 2017. Quattro goal nei primi 25 minuti per il Borussia Dortmund, altrettante reti nella ripresa per lo Schalke 04. Emozioni incredibili durante la partita per uno dei match più strani della storia del calcio. Emozioni durante e dopo la partita anche sui social.
Il Dortmund alla fine del primo tempo pubblica un video con il difensore Toprak che sorseggia un te. “Troppo facile” è il sottinteso.
Lo Schalke risponde al 90′ con il portiere Fährmann e Caligiuri “sorpresi” mentre bevono un caffè.
Per fortuna non si sono visti al bar, ma lo spettacolo calcistico l’hanno mostrato all’Europa intera.